Gli «utilizzatori finali» di «Presa diretta»

1 Presa diretta - Utilizzatori finaliLa puntata di Presa diretta dedicata ai clienti della prostituzione mi è piaciuta poco. Una puntata troppo aperta, che permette a ciascuno di chiudere come vuole. Riccardo Iacona pone una domanda: come mai in un paese sessualmente libero, tre milioni di uomini pagano per fare sesso. Per due ore di trasmissione, però evita di dare la risposta.

Metà del programma è cronaca giudiziaria sul caso delle cosiddette baby squillo dei Parioli. L’altra metà è dedicata al turismo sessuale all’estero. In coda, pornografia e incontri al buio. Il conduttore afferma che la donna è protagonista del sesso usa e getta. In effetti, il programma racconta di giovani donne che prendono la scorciatoia. A Roma per ottenere un alto tenore di vita, a Pattaya per sopravvivere. Donne che si vendono, si propongono, adescano. Racconta di uomini che vivono la sessualità secondo l’immaginario pornografico. Consumismo sessuale, attività ginnica, meccanica, priva di relazione e mediazione. Due scorciatoie che si incrociano. Donne e uomini che entrano in contatto per contrattare tempi, prezzi, prestazioni, parti del corpo da usare. Altri uomini (i magnaccia) raccontati come intermediari, agenzie interinali: procurano i contatti, i luoghi, i clienti e prendono la loro percentuale. Oppure come agenzie di viaggi per il turismo sessuale.

Una persona gentile, romantica e sensibile rimane disgustata da tanto squallore. Ma una persona disincantata, disinibita, libertaria, non riesce a capire dove stia il problema. Dopo tutto quello che è successo ai Parioli, Azzurra, la ragazza più piccola dichiara all’inquirente che lei vuole fare shopping, passare davanti alle vetrine e acquistare quello che vuole e ora che ha provato come si fa, non vuole più rinunciare a quello stile di vita. Le ragazze benestanti si vendono per accedere a cose, soldi, regali, viaggi, ricariche del cellulare. In Thailandia le ragazze adescano, allegre e aggressive, per strada, perchè sono povere e devono mantenersi i figli. Le prostitute mostrate da Presa diretta sono donne che scelgono quello che fanno. Se ci sono uomini disposte a pagarle in cambio di sesso, dove sta il problema? La questione non viene inquadrata all’interno di un sistema che prevede uno squilibrio di potere tra i generi. Che siano gli uomini a comprare e le donne a vendersi non trova spiegazione.

6 Presa diretta - Utilizzatori finaliUomini grezzi, superficiali, immaturi, pornografici. Iacona li presenta come uomini normali di tutti i ceti e di tutte le età, ma l’inchiesta sembra mettere a fuoco soprattutto gli sfigati, abbastanza contrastanti con l’immagine del giornalista. E’ la sessualità degli sfigati ad essere discussa, non la sessualità maschile. In strada, il giornalista rifiuta con un sorriso l’approccio di una ragazza. In piscina è circodanto da ragazze, ma non fa una piega. Il suo pensiero va alle fidanzate tradite e all’odore che le prostitute lasciano addosso ai maschi clienti. Da lui intervistati amichevolmente. Gli fa raccontare come ci arrivano, cosa fanno, quanto pagano, se dopo si sentono sporchi. Il tutto per stabilire che l’accesso al servizio è molto facile e non ci sono problemi. Mai una domanda che ponga una questione all’intervistato, che lo metta in una posizione scomoda. Iacona fa i complimenti al suo collega Federico Ruffo, per la difficile realizzazione dell’inchiesta, ma non si capisce quali difficoltà abbia dovuto superare.

Le prostitute dei paesi poveri hanno un volto, senza la cautela dell’oscuramento dedicata alle ragazze prostituite nei paesi ricchi, ma non hanno voce. Sono narrate come cose dai clienti. Lo sfruttamento, la violenza, la tratta rimangono fuori dal documentario, salvo brevi e fugaci cenni. Unica violenza raccontata è quella della prostituta brasiliana sul figlioletto di un anno e mezzo, torturato con il ferro da stiro. Il rapporto di potere tra i sessi è inesistente. Esiste la dissociazione tra sesso e sentimento, che fa mettere insieme la prostituta e la donna sessualmente bulimica di mezza età che, senza compavendita, cerca incontri in rete, per sapere se è ancora desiderabile, come se questo fosse in continuità nella prostituzione con l’offerta femminile o con la domanda maschile

3 Presa diretta - Utilizzatori finaliTante spettatrici disprezzeranno quelle donne senza dignità e penseranno che gli uominti sono dei maiali. Tanti spettatori si sentiranno diversi da questi uomini, gli stessi clienti, mentre nello stesso tempo penseranno che se comprano merce giovane in Italia finiscono nei guai, meglio andare all’estero. Il programma spiega i modi, indica i siti, mostra i luoghi. Un po’ di informazioni utili per i potenziali clienti. Ad un giovane viene lasciato pronunciare, senza commento, una metafora, per giustificare il doppio standard nel giudizio morale: una chiave che apre tutte le porte è una chiave fantastica, una porta che si apre con tutte le chiavi è una porta di merda. Dato che la chiave fantastica deve pagare, l’immagine potrebbe facilmente adattarsi al rapporto tra corruttori e corrotti. Ma la dimensione sessista che la metafora esprime, non viene messa a fuoco, viene lasciata alla libera interpretazione, mentre il programma viaggia su un’altra direzione, quella del consumismo e della mancanza di valori, dove non si comprende più quale sia il punto: se il fare sesso senza amore e farne tanto o la compravendita o le due cose mescolate insieme.

Il programma spende qualche frase sulla scuola che non si occupa di educazione sessuale, ma si tiene alla larga dal dibattito politico-legislativo (abolire, proibire, regolamentare). Negli ultimi dieci minuti annuncia il tema della prossima puntata: il consumo di droga e i fallimenti del proibizionismo.

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