Il bus separato per i rom è una visione del mondo

Gramellini Rom 3Siamo alle prese con una questione molto complessa. Sappiamo cosa è giusto, ma pensiamo sia difficile e occorra molto tempo per realizzarlo. Ci sentiamo sollecitati a fare qualcosa subito. Crediamo di poter attingere al buon senso, al senso pratico, ma l’immediato è il tempo dell’istinto, del riflesso condizionato dai nostri principi, dalle nostre credenze, dal modo in cui vediamo noi stessi e gli altri. Nell’immediato attingiamo alla nostra visione del mondo. Lo stato potrebbe trovare una soluzione democratica e universalista, ma se tocca a noi, a livello locale, noi non possiamo che essere tribali. In fondo, è una risposta che corrisponde al senso comune e porta tanti consensi.

Così probabilmente hanno pensato gli amministratori di Borgaro Torinese e il loro più autorevole sostenitore, Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa. L’apartheid, prima di tutto, è un ordine mentale. Possiamo non riconoscercelo, ma chi viene messo a posto in un ghetto, fosse pure un ghetto mobile, lo riconosce e si difende. Così l’Istituto di cultura sinta di Mantova ha denunciato Massimo Gramellini per diffemazione e istigazione all’odio razziale. Lo scrittore giornalista, ha espresso tutta la sua comprensione per lo sdoppiamento etnico dei bus, proposto dal sindaco di Borgaro, e per farlo ha scritto parole offensive contro i rom.

Il Buongiorno del 24 ottobre è un attacco frontale alla comunità rom, espresso nel linguaggio del pregiudizio e del luogo comune. «Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile». Non a singoli individui responsabili delle loro azioni, ma ad una intera comunità di persone, identificata e circoscritta su base etnica, è attribuita la sistematica violazione della legge e persino la sua rivendicazione in nome delle proprie tradizioni culturali. Cosa manca a queste parole, divulgate da un grande giornale, per poter essere denunciate come diffamatorie e razziste?

Per chiarirsi, Gramellini mostra l’intervento a Che tempo che fa, ma è dello stesso tenore. La situazione sul bus è descritta in modo estremo, senza il beneficio di alcun dubbio. I rom sono messi all’indice in modo indiscriminato. «Si fanno avanti per rubare e provocare: sputano addosso ai vecchi, bruciano e tagliano i capelli alle ragazzine, sfilano o tentano di sfilare giubbotti e telefonini, spaccano la macchinetta obliteratrice e, ovviamente, non pagano mai il biglietto. Quando sale il controllore, si lasciano fare la multa senza fiatare, tanto sanno che nessuno andrà mai a chiedergli di pagarla. La tensione è tale che il sindaco chiede di sdoppiare le linee dell’autobus».

Gramellini Rom 1Ad un certo punto, il giornalista rassicura: «Il sindaco che ha ideato la proposta è del PD, il suo assessore addirittura di SEL. Ora, questa trasmissione non può certo essere accusata di prevenzione nei confronti dei rom. Siamo i primi a dire che non tutti gli insediamenti sono uguali». Che i rom siano prima di tutto individui, non viene in mente neanche per distrazione, sono solo entità collettive, una comunità, degli insediamenti. I non prevenuti, distinguono gli insediamenti.

Se l’integrazione richiede il rispetto della legge, una legge valida per tutti, ciò ha significato anche dal lato della sanzione. Cosa succede quando un italiano commette un reato? Quello è ciò che deve succedere quando un rom commette un reato. Proprio per il principio di uguaglianza, non c’è un’altra cosa da fare. C’è da riaffermare il principio di responsabilità individuale. Oltre a pensare all’integrazione dell’altro, c’è da mettere un argine alla disintegrazione morale di noi stessi. Dopo i leghisti, dopo i grillini, siamo ora agli amministratori e agli editorialisti democratici. Come? Fabio Fazio e Massimo Gramellini possono imparare da se stessi, dalle loro parole, quando a contrapporsi ai rom, nel 2009 a Milano, era la giunta di destra di Letizia Moratti.

Gramellini: «Questa vicenda ha spiegato una volta per tutte che non esistono categorie di uomini, ma esistono persone. Esistono Rom delinquenti […] dall’altro lato esiste però una Rom, Alina, mamma di tre bambini, che sta cercando di poter avere un lavoro, di fare le pulizie nelle case, ma nessuno la prende perché ovviamente nessuno si mette in casa una che viene in un campo nomadi». Fazio: «Io non so neanche se questo sgombero sia legale e legittimo, ma credo che ci siano cose legali e legittime che non si possono fare, perché nel 2009, in una città dell’Occidente, avanzata…». Gramellini: «…cozzano contro la natura umana, cozzano contro l’idea che abbiamo che abbiamo dell’uomo». [Che tempo che fa, 28.11.2009]

Oggi, cinque anni dopo, a Borgaro T.se, queste cose si possono fare, Alina e i suoi tre bambini dovranno salire sul bus separato.

Riferimenti:
Bus separati per i rom: proposta choc di Pd e Sel nella periferia torinese – La Stampa 24.10.2014
Rom a parte – Massimo Gramellini, La Stampa 24.10.2014
Massimo Gramelli, Che tempo che fa, 25.10.2014
Borgaro, viaggio nella favelas dell’apartheid. “Noi zingari non siamo tutti uguali” – Repubblica 26.10.2014
Sucar Drom denuncerà Gramellini se non si ravvederà – Sucardrom 28.10.2014
Torino, Charlie Chaplin e un autobus riservato ai rom – Sucardrom 30.10.2014
Gabriele Capasso ricorda il Massimo Gramellini del 2009

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