Alfonso SignoriniLa rivista di gossip “Chi” ha esibito un servizio fotografico che ritrae la ministra Marianna Madia in auto mentre mangia un cono gelato, con il titolo “Ci sa fare con il gelato”. Nell’insieme, titolo e sequenza di immagini esprimono un doppio senso, ma soprattutto evocano un pregiudizio sulle presunte ragioni reali per le quali una donna può fare carriera e arrivare al vertice. Il ragionamento generale dell’on. De Rosa. Il servizio ha provocato una ondata di indignazione sui social media. Alfonso Signorini, il direttore di “Chi”, si è giustificato, con una chiamata di correo. Così fan tutti, anche la sinistra contro le donne di destra.

In parte ha ragione, ma è un’aggravante, non una attenuante. Il primato della misoginia più becera compete alle pubblicazioni di destra. I giornali di sinistra sono più soft, si limitano alle gallerie fotografiche su look e capigliature. Tuttavia, è vero che una parte della base della sinistra, da quando può autorappresentarsi su Internet, non esita a ricorrere all’insulto sessista contro le avversarie politiche, in particolare contro le donne berlusconiane, ma pure contro le stesse renziane. L’insulto sessista è un motivo ricorrente nelle invettive del popolo del M5S e dello stesso Grillo. Il volgare doppio senso compare nelle gag di Crozza come nelle vignette di Vauro. Quando il cantautore assessore Franco Battiato definì il parlamento “pieno di troie”, l’espressione fu difesa da molti, persino da alcune femministe e da qualche uomo impegnato nella lotta contro la violenza sulle donne. Si può aggiungere che anche nell’indignazione contro Signorini o nell’interrogare il pubblico dei lettori sul servizio fotografico c’è qualcosa di dubbio, nel momento in cui quelle immagini sono continuamente riprodotte e divulgate, poichè buone generatrici di traffico.

Tuttavia, questo è il punto. Il servizio di Chi non è solo la provocazione solitaria di una rivista di basso livello. E’ invece parte della risposta maschile alla crescita del potere femminile nella società. La manifestazione più sguaiata del maschilismo diffuso e pervasivo di tanti uomini che potrebbero ben figurare nel video di Hollaback. Del modo in cui tanti politici, dirigenti, giornalisti, presentatori, blogger trattano le donne nella sfera pubblica, provando a rimetterle al loro posto, riducendole alla sola dimensione di oggetto sessuale, per poi banalizzare e gettare in burla il proprio molesto svilimento. Un modo ispirato dal più noto e diffuso modello culturale di rivalsa maschile, forse l’unico: la pornografia.