Un buon modo per sottrarsi alla logica del «noi» e «voi»

di Tk
milano-consolato-francesedalla bacheca della Libreria delle donne

Cara Marina Terragni, ieri c’è stata una manifestazione a cui hanno partecipato musulmani, in particolare donne, anche se non si sono tolte il velo. Leggo che Cecilia Strada ne parla in questi termini: “Non c’è un noi e voi, noi cattolici e voi musulmani, noi italiani e voi stranieri ma chi chiede diritti e chi imbraccia le armi”.

Mi sembra un buon modo per sottrarsi alla logica del “noi” e “voi”, quale che sia la sua origine. Questa non è la “loro” manifestazione.

Non è la prima volta che i musulmani scendono in piazza per questo e per testimoniare vicinanza alle vittime del terrorismo di matrice islamica.

Ma non è mai abbastanza, ogni volta sembra la prima volta.

E tutte le volte che se ne denuncia il silenzio, si insultano milioni di donne e uomini di fede islamica e si spegne la voce dei molti tra loro che nel mondo lottano e muoiono perché si oppongono a chi, in nome della religione, commette crimini efferati prima di tutto contro lo stesso popolo musulmano.

La prima cosa che mi ha colpita nel tuo articolo, proprio come un pugno, è il tuo invito a “loro” a farlo per Ahmed, uno di “loro”. Per chi l’avrà fatto Ahmed, per chi ha rischiato la vita, per “loro” o per “voi”?

Mi è sembrato così ingiusto anche nei suoi confronti ridurre tutto a uno scontro tra comunità.

milano-consolato-francese-1Hai espresso il bisogno di una loro manifestazione con cui addirittura dicano a tutti voi che non festeggeranno per la morte dei vostri, e che non sono orgogliosi della guerra portata in casa vostra. Dici una cosa molto forte che fa di un uomo davanti a un bar e di una donna velata che va a prendere i figli a scuola un silenzioso popolo, forse connivente con degli assassini e da cui quindi hai bisogno di essere rassicurata.

Difficile fare spazio dentro di sé a una richiesta del genere. E non credo di dire nulla di incredibile. Questa stessa discussione su fb mostra come, per molto meno, istintiva e forte sia la chiusura e la tentazione di sottrarsi ad ogni scambio.

Io comprendo la paura in cui ci fa precipitare il sentirci vulnerabili, perché la provo. Ho paura dell’odio del terrorismo islamico ma anche di quello xenofobo e islamofobo. E credo che quindi tutti siamo chiamati a usare quella saggezza di cui parla coraggiosamente Muraro, probabilmente non a caso, una donna.

La saggezza non è paura, non è abdicare a principi per vigliaccheria. È sapere guardare lontano, è sapersi dare dei limiti. È smarcarsi da quella logica “maschia” che si appropria del luogo che dovrebbe essere la relazione, per farne un campo di battaglia tra trincee contrapposte, in cui non sembrano scontrarsi donne e uomini ma astratti principi e ideologie che li trascendono.

Vedi anche:
Parigi, 7 gennaio 2015: difendiamo il bene di esprimerci liberamente | di Luisa Muraro
Charlie Hebdo. Un cortocircuito da pensare | di Tk

Un pensiero riguardo “Un buon modo per sottrarsi alla logica del «noi» e «voi»”

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