Laura Boldrini e il sessismo nel linguaggio

Laura Boldrini - Il sessismo nel linguaggioLaura Boldrini ha scritto una lettera a deputate e deputati per chiedere di declinare al femminile i nomi delle cariche pubbliche quando sono assunte da donne.

L’iniziativa ha provocato reazioni, alcune delle quali molto offensive. L’account di Twitter della presidente della camera ha collezionato una ventina di insulti. Alcuni organi di informazione, come l’Huffington Post, hanno amplificato il caso come se si trattasse di centinaia, migliaia di insulti, nonostante fossero molte di più le condivisioni.

Per le basse qualfiche la declinazione al femminile è scontata e nessuno si affanna a presidiare primati maschili. La questione si pone per le alte qualfiche e per i titoli di potere. Qui le obiezioni alla presidente sono tre: sta facendo una crociata; è una questione poco importante, i problemi sono altri; la lingua è naturale, non si può forzare, non si possono imporre cambiamenti.

Se l’iniziativa della presidente è una crociata, l’iniziativa di coloro che si impegnano nel contrastarla è almeno una controcrociata.

Se un uomo viene chiamato come una donna, secondo me, reputa la cosa abbastanza importante. Un uomo chiamato come una donna può sentirsi inferiorizzato, di certo disconosciuto nella propria identità. Al contrario, tanti uomini e anche alcune donne pensano che una donna chiamata come un uomo si senta meglio valorizzata, come se la propria identità fosse motivo di difetto, spesso di ridicolo. Talvolta persino una donna chiamata come una donna si sente inferiorizzata. E’ il caso di quelle donne che arrivano al vertice e vogliono essere chiamate al maschile. Questo è il punto oggetto della controversia. La lingua, riflette, riproduce e rinforza una cultura che attribuisce maggior valore agli uomini e minor valore alle donne, fino al punto di rappresentare il maschile come neutro e universale e il femminile come parziale e particolare.  Chi attacca, attacca questo. Chi difende, difende questo.

Un tempo era un sistema di valori comune: gli uomini erano considerati meglio delle donne, anche se si ammetteva l’esistenza di donne eccezionali, magari meritevoli di titoli maschili. In tal modo era naturale pensare e parlare. Dopo il femminismo e la messa in crisi del dominio maschile, questo sistema si è incrinato: quel che prima era naturale per quasi tutti, oggi è naturale solo per una parte. Mettere in discussione la lingua, il linguaggio, non è solo una scelta politica, militante, che forza un presunto spontaneo modo di esprimersi. Per tanti di noi non è affatto spontaneo chiamare una donna come fosse un uomo, e per tanti altri è motivo di disagio, e incertezza. C’è da riconoscere che non siamo più d’accordo neanche nel modo di parlare. C’è da rifare un codice comune. A partire da due soggetti.


Riferimenti:
[^] Il sessismo nella lingua italiana – Alma Sabatini
[^] Il sessismo nella lingua italiana – Cecilia Robustelli
[^] Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo – Cecilia Robustelli
[^] Infermiera si, ingegnera no? – Cecilia Robustelli
[^] Il femminile di questore e prefetto – Patrizia Bellucci

7 pensieri su “Laura Boldrini e il sessismo nel linguaggio”

  1. Sì ma a che serve twittare due righe se non hai dono dell’aforisma o della freddura. Se vuoi argomentare ci vogliono pagine o almeno paginette. Il mezzo giustifica il livello delle reazioni (letta la prima dozzina, chiudi immediatamente), un po’ come sul FattoQ (gli infiniti blog di quel giornale mi hanno sempre allarmato per il loro potere di distrazione di massa).

    Non costringetemi per legge a scrivere l’osceno “dottora”, piuttosto la forca! Se il soggetto gradisce passerò direttamente al corretto DOTTRICE, che poi qualcuno, magari la Crusca, dovrebbe spiegarmi perché non sia stato adottato storicamente… Invece, pure loro, di perdersi in facili ideologismi neo-femministi.

    Argomenterei meglio per una paginetta ancora, ma devo scappare…

    Mi piace

  2. Il dominio crea il linguaggio, modificare il linguaggio, vuol dire modificare le posizioni di potere.. l’iniziativa della Boldrini è una cosa importante, e non da poco come qualcuno la vuol far passare, anche solo per il rispetto della grammatica italiana.

    Mi piace

  3. Scusa, non per risultare più antipatico di quel che già appaio (qui e in un altro paio di blog), ma se scrivi “della Boldrini” ti dai la zappa sui piedi. Cerchiamo allora di essere obiettivi.

    Il problema “declinazione al femminile” esiste ma lo si deve affrontare in ambito linguistico, non in Parlamento. Se la presidente Boldrini scrive di ‘ste cose non ci si deve stupire che poi arrivino le critiche e anche le battute sarcastiche sul suo operato. Piuttosto, linguisti e linguiste si dovrebbero dare da fare per entrare in comunicazione collettiva con le masse.

    Immensamente più utile, infatti, sarebbe segnalare testi, studi, interventi vari sull’argomento. Cose che invece, alla fine, non interessano. Meglio fare la solita propaganda neo-fem. Questa sì, non manca mai. Intanto noi siamo sempre al palo. E il paese non cambia di una virgola nel suo gestire istituzionale quotidiano.

    Mi piace

  4. Il problema non è la declinazione al femminile, la grammatica è abbastanza chiara, anche se ha molte eccezioni.. il problema è il sessismo.. che il femminile di ministro è ministra, lo dice la grammatica non la Boldrini. per essere obbiettivi, che riguarda l’oggetto, anche in questo caso l’oggetto non è la Boldrini ma il sessismo. Ricordo che in precedenza abbiamo avuto presidenti della camera persone come Fini e Casini, che esternavano le loro opinioni, ma erano circondati da un alone di santità, era considerato un delitto criticare le loro sciocchezze tipo sulla famiglia.. La Boldrini, qualsiasi cosa dica è sbagliato. Di nuovo, non è la Boldrini il problema ma il sessismo. Ci voleva la Boldrini per trovare la responsabile dei guai italiani. Italia, paese di cialtroni, sessisti omofobi e razzisti, che hanno sempre cose più importanti a cui pensare..

    Mi piace

  5. Io lascerei perdere “LA” Boldrini e passerei al fattore culturale come elemento di base per la lotta al sessismo nella lingua italiana.

    Mi piace

  6. E tutto questo, a 1 anno e mezzo di distanza, fa riflettere, visto che mentre si discute della Boldrini come campionessa dell’antisessismo (o dovrei dire ‘campiona’?), il DDL IMU-Bankitalia passò sotto il naso della ‘presidenta’ senza colpo ferire, anzi a suon di ghigliottine e canguri, mentre lei se la dava a gambe dopo l’approvazione, mentre D’Ambruoso menava la Lupo (ah, ma non era sessismo, era antigrillismo, vogliamo mettere? E poi che colpa aveva l’omone se era mezzo metro più alto di lei?)

    E il problema è la declinazione al femminile.

    E quindi tutti gli uomini che fanno la guardia dovrebbero chiamarsi come, ‘guardio’? Oppure guardiano? Oppure guardone?

    E’ sempre interessante vedere come la neolingua orwelliana proceda spedita tra gli applausi dei cosidetti ‘intellettuali’.

    Mi piace

  7. La presidenza della camera sospese il questore Dambruoso per quindici giorni.

    La guardia è femminile, non perché sia un ruolo storicamente assunto dalle donne ed eccezionalmente elargito agli uomini, ma perché significante concetti che a loro volta sono sostantivi femminili: “azione protratta ai fini di custodia, protezione, vigilanza“. In ogni caso, questo come pochi altri sostantivi femminili attribuiti agli uomini, non ha un immediato corrispettivo maschile in cui potersi declinare, ma ha vari sinonimi maschili molto usati: guardiano, custode, vigilante, sorvegliante, etc.

    Molti titoli di potere maschile hanno invece il corrispettivo femminile in cui potersi declinare, anche se finora poco usato, perché poche sono state le donne a ricoprire quei titoli; non è una neolingua, è la corretta applicazione della lingua italiana.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...