Italicum e «democrazia in pericolo»

ItalicumUna buona legge elettorale concilia la rappresentanza con la governabilità. Poiché, l’equilibrio mai è perfetto, ogni legge è più orientata verso un principio o verso l’altro. Dal dopoguerra agli anni ‘80, con il fascismo ancora vivo nella memoria e i partiti di massa forti di consenso e partecipazione, il sistema elettorale proporzionale – una sola legge dal 1946 al 1993 – privilegiò la rappresentanza. Dai primi anni ‘90 ad oggi, tra vulgate revisioniste e partiti indeboliti, le leggi elettorali maggioritarie hanno privilegiato la governabilità. L’Italicum è ormai la terza legge della ventennale svolta in senso maggioritario e leaderistico del sistema politico italiano.

Il sistema proporzionale votato alla rappresentanza realizzò il parlamento specchio del paese, si adattò al pluralismo reale e prefigurò un governo mediatore di diversi interessi, retto da una maggioranza formata dall’alleanza di più minoranze. Quel sistema conviveva con due principi consolidati riguardo norme e procedure della democrazia 1) che le regole fossero condivise dal governo e dall’opposizione o almeno da una maggioranza qualificata; 2) che le regole fossero concepite per durare nel tempo. Il sistema maggioritario votato alla governabilità, non ha invece realizzato la stabilità politica e l’efficienza decisionale; invece di adattarsi al multipartitismo ha provato a imporre il bipolarismo, ed ha prefigurato per il governo il primato della minoranza più forte e del suo leader, mediante l’alterazione del voto. Questo sistema si è accompagnato, in materia di riforme elettorali e istituzionali, al ripiego su principi contigenti. Così si è arrivati alle due ultime leggi (il porcellum del 2005 e l’italicum del 2015) approvate dalla sola maggioranza di governo contro l’opposizione delle minoranze, per avere come orizzonte temporale soltanto la prima scadenza elettorale. Dati questi precedenti, qualsiasi governo successivo può sentirsi legittimato a cambiare di nuovo la legge secondo la sua immediata convenienza.

L’attuale governo ha persino chiesto la fiducia sulla nuova legge elettorale, perchè il presidente del consiglio non si fida della sua maggioranza, neanche dopo che la stessa ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità. Se tale procedura è legale, costituisce comunque una forzatura che rende dubbio il consenso effettivo anche solo di una maggioranza semplice. Gli oppositori accusano il governo di mettere in pericolo la democrazia. I sostenitori del governo giudicano l’accusa del tutto sbagliata o quanto meno molto esagerata, come erano esagerate in passato analoghe accuse contro i governi di destra quando approvavano leggi ad personam. In effetti, la democrazia non è stata e non è sull’orlo di precipitare nella dittatura, ma da molto tempo sta su un piano inclinato. Con modi più spicci, il governo in carica prosegue su quel piano.

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