Il filosofo e il vitalizio del parlamentare

Cacciari VitalizioMassimo Cacciari ha dichiarato che dei vitalizi degli ex parlamentari non gliene frega un cazzo, in risposta ad un giornalista di Libero che lo interpellava sul suo vitalizio. Libero in questo periodo sta mettendo alla berlina alcuni onorevoli in pensione, soprattutto di sinistra, tra cui per esempio Achille Occhetto. L’Espresso, con l’immagine che potete vedere qui di lato a sinistra diffusa su facebook, ha collocato la dichiarazione nello stupidario, la rubrica dedicata alle peggiori esternazioni politiche della settimana. Sui social media, la dichiarazione dell’ex sindaco di Venezia ha raccolto molti commenti variamente sfavorevoli e insultanti. In effetti, il pensiero del filosofo veneziano sembra proprio difficile da difendere. Tuttavia, mi ispira una certa comprensione e, per la sua antidemagogica ostentazione, persino un po’ di simpatia. Perchè esiste un’attenzione sproporzionata nei confronti dei privilegi dei politici, che raccoglie consensi fin troppo facili.

I costi della politica, compreso il vitalizio del parlamentare, sono troppo alti e ingiustificati, specie in tempi di austerità, e concorrono alla diseguaglianza, ma nell’insieme fanno poca cosa. L’adeguamento alla media degli altri paesi europei è doveroso, ma del tutto insufficiente per redistribuire ricchezza, per pagare il debito, aumentare le pensioni minime, lo stipendio degli insegnanti, istituire il reddito di cittadinanza. I privilegi della casta sono una piccola parte dei privilegi della parte più ricca del paese, quel decimo che possiede metà della ricchezza nazionale, fatta di imprenditori, manager, banchieri, finanzieri e vip, spesso evasori fiscali, che solo raramente subiscono gogne mediatiche e quando le subiscono gli succede a titolo personale e non in rappresentanza di una categoria come accade ai politici. Stipendi e pensioni dei parlamentari e dei politici di professione sono nel mirino, più per un sentimento punitivo antipolitico, che per spirito di equità. Difficile che contro la politica si possa fare la giustizia sociale.

Su stipendi e pensioni troppo alte, sull’accumulo di redditi, di funzionari, manager dello stato e rappresentanti istituzionali si interviene con tagli, riduzioni e tetti, per generare la percezione di un atto simbolico di equità, ma con effetti limitati, quando invece è possibile con più efficacia applicare una tassazione progressiva forte, senza distinzioni tra categorie o tra pubblico e privato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...