La scrittrice dà il limite al senatore ultras

silvia_ballestra1Silvia Ballestra è una autrice italiana, ha collaborato con l’Unità e da oltre vent’anni scrive libri e saggi. E’ traduttrice e lei stessa è stata tradotta all’estero con il suo libro d’esordio Compleanno dell’iguana. Una intellettuale. Due giorni fa, è stata la donna che ha dato il limite ad un uomo, che su Twitter straparlava di calcio e di donne. Un senatore della repubblica, rappresentante del principale partito di governo, dalla parte del premier, ma soprattutto tifoso juventino. La scrittrice ha denunciato il suo sessismo e chiesto al suo leader se è questa la nuova classe dirigente con cui vuole modernizzare il paese. Il senatore non ha saputo fermarsi e scusarsi, ha reagito con insulti e insolenze. Ha negato il sessismo, ha rivendicato di essere divertente e se l’è presa con i radical chic e con il femminismo degli anni ‘70. Lo stesso hanno fatto i suoi sostenitori sui social media e sui giornali. In particolare, i giornali della destra (Libero e il Giornale). Repubblica ha intervistato il senatore, con l’intervistatore a far la parte della spalla al comico, come Andrea Zalone nelle gag di Maurizio Crozza. Nessun dirigente del partito ha saputo dire qualcosa.

ballestra-tweet1Tra i più gentili, è intervenuto un ex giornalista sportivo sugli Stati Generali. Ha rivolto alla scrittrice solo una nota di malinconia, perchè lei si sarebbe scandalizzata nel sentire lui parlare di sesso, senza considerare che ne ha parlato fuori dal suo tempo, inconsapevole del fatto che ormai molti mariti, anche bianconeri, desiderano vedere la propria moglie tra le braccia di un altro. Probabile. Tuttavia, si tratta di una fantasia di sottomissione, parte dell’immaginario sessista, che misura il valore degli uomini sulla potenza sessuale e l’abilità nel sottomettere le donne. Il senatore dice con benevolenza “far godere”, attribuendo in ogni caso a lei un ruolo passivo, ma il senso è “sottometterla”. In quell’immaginario, la donna gode nell’essere sottomessa. Gli stessi tifosi antibianconeri, nella «filosofia» del tweet, godono perchè impotenti e in quanto tali sono dei sottomessi (al Barça e al Bull). Nel tweet, la Juventus battuta dal Barcellona, cioè da una squadra diversa da quella di granata, romanisti, milanisti, interisti, etc, è paragonata alla moglie adultera (s)battuta da un uomo che non è suo marito. I tifosi antibianconeri in festa sono come quel marito. Il rapporto sessuale è metafora del rapporto di potere (che ha attivi e passivi, vincitori e sconfitti). Una donna che rifiuta lo stereotipo di quella metafora (essere simbolo di passività e sottomissione, per quanto gaudente), non è una donna che si scandalizza, è una donna che si arrabbia.

ballestra-tweet 2Capita di fare battute maschiliste, perchè il maschilismo è ancora tanta parte della nostra forma mentale. Capita anche di volerle fare, per il piacere di prevaricare, perchè la nostra forma mentale ci fa divertire in questo modo. Ma la prova vera è come reagiamo quando veniamo ripresi, quando siamo sgamati. I sessisti spesso non capiscono perché sono accusati di sessismo. Non vedono la propria visione, non sanno decentrarsi rispetto ad essa, perchè pensano (senza neanche pensarci) sia il solo modo di vedere, quello naturale, comune a tutti, anzi credono di essere franchi e onesti nell’aver detto quello che altri pensano, ma non hanno il coraggio di dire e in questo possono avere in parte ragione. Molti di loro, per esempio Silvio Berlusconi, sono stigmatizzati, non tanto per il sessismo, quanto per aver violato la doppia morale dei vizi privati e delle pubbliche virtù. E’ il caso dell’amaca di Michele Serra. Il senatore sulla sua bacheca si vanta di non essere stato ipocrita. Nell’intervista a Repubblica, nega il suo sessismo, perché non ha insultato le donne, bensì gli uomini chiamandoli impotenti. Ma il sessismo non è solo disprezzo della donna, gerarchia tra uomini e donne, è anche gerarchia tra gli uomini secondo criteri di presunta mascolinità. Lo sport, insieme con l’esercito, è uno degli ambienti in cui questa cultura si manifesta in modo più radicale con il suo umorismo e le sue violenze. Il senatore nell’intervista dice che è giusto scusarsi solo quando si supera il limite. Ma un sessista non concepisce che quel limite possa essere dato da una donna. Nella sua visione, lui non può e in fondo non sa riconoscerle autorità, l’unica relazione che concepisce con lei è una relazione di potere. Tuttavia, lei l’autorità ce l’ha e il limite pubblicamente glielo ha dato.

Riferimenti:
Figuri e figuracce – Loredana Lipperini
Il sito di Silvia Ballestra 

5 pensieri su “La scrittrice dà il limite al senatore ultras”

  1. “quando si supera il limite” e chi lo stabilisce il limite? Chi ti richiama. Chi ti corregge. Chi si è sentito offeso. Ma la risposta che ha fato a Silvia Ballestra, dimostra che lui era consapevole di aver fatto una battuta sessista. Ma come tutti i sessisti, negano di aver fatto una battuta sessista. Quella che mi lascia ancora più sconcertata è la frase di Michele Serra; sessista lo è, perchè parla di sesso. Questo dimostra quanto poco è conosciuto e percepito il sessismo Il sessismo non vuol dire parlare di sesso, ma è una forma di discriminazione, basata sul genere. .

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  2. La battuta di Esposito è stata inqualificabile, inopportuna e indegna di un politico, il quale deve capire che i social non sono il tinello di casa sua. Detto questo, far godere qualcuno in un rapporto sessuale non è sottometterlo

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  3. Pingback: Sessismo frainteso

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