Un partito nuovo

PCdI 1921Con Matteo Renzi segretario del PD e presidente del consiglio, è diventata evidente una realtà che già esisteva da tempo: la sinistra in Italia continua ad essere formata da milioni di persone, ma non ha più un suo partito. Questo fa dire ad alcuni, che occorre un nuovo partito di sinistra. Una Syriza italiana.

Tuttavia, i molti che rifiutano la politica e la retorica di destra del renzismo e che sono attratti dall’idea di riunificare quel che si muove alla sinistra del PD, vorrebbero qualcosa diverso dalla vecchia forma partito, quell’organizzazione burocratica e gerarchica al modo di uno stato in formato ridotto, concepita per conquistare e mantenere il potere.

Come lo vorremmo dunque un nuovo partito di sinistra? In mancanza di un pensierio nuovo e di un movimento nuovo è difficile concepire un partito nuovo. Ma nulla vieta di provare a fantasticarci su, senza paura della nostalgia. Io alcune caratteristiche tradizionali le conserverei e lo vorrei così.

1) Comunitario. Che sia organizzato in modo tale da mettere in relazione le persone, per sesso, generazione, professione, interessi, competenze. Che crei molte opportunità di incontro e faccia circolare molta informazione, in modo che i luoghi del partito siano circoli di socializzazione e di conoscenza delle persone, del territorio inteso nella sua dimensione complessiva: luogo di residenza, lavoro, studio, commercio, svago.

2) Intellettuale. Che sia un luogo dove si studia e si impara. In generale, una scuola, sulla storia e la filosofia a partire da quelle del nostro movimento. In particolare, una scuola sulle pratiche politiche, le competenze amministrative, le strategie di comunicazione.

3) Militante. Che sia un’associazione che incoraggi i suoi attivisti – anche i non eletti nelle istituzioni – a confliggere con gli avversari politici. Il conflitto con l’avversario forma politicamente e riduce la conflittualità interna. Un conflitto oltre la propaganda bellica e la logica binaria.

4) Democratico. Che pratichi e valorizzi il proprio dibattito pubblico, selezioni ed elegga i suoi dirigenti con il suffragio degli iscritti senza cooptazioni da parte dei dirigenti stessi. Questo vuol dire, per esempio, che se il partito è organizzato in strutture di base, sono quelle strutture (cellule, circoli, sezioni) ad eleggere direttamente i propri rappresentanti negli organi direttivi e non sono i congressi di livello superiore a nominare il direttivo, il federale, etc.

5) Antipatriarcale e sessualizzato. Che sia un partito che abolisca il neutro maschile universale. Tanto nell’ideologia quanto nella pratica. Dalla composizione paritaria di militanza, dirigenza e candidature al modo di vedere il mondo, di decidere le priorità, i linguaggi, di darsi tempi e modi, senza subordinazioni sessiste per le quali i problemi delle donne sono delle donne e i problemi degli uomini sono di tutti.

6) Solidaristico e assistenziale. Che persegua l’uguaglianza e la giustizia sociale, oltre l’iniziativa legislativa, con la pratica della solidarietà diretta: vendendo beni di prima necessità a prezzo politico; organizzando fondi e casse per i precari e i disoccupati e, se occorre, ponendosi il problema dell’istruzione, della sanità e dell’accoglienza dei migranti. Giusto difendere il welfare e volerlo rilanciare, ma se l’opposizione al ridimensionamento del welfare è insufficiente, allora bisogna che il partito sia capace di farsi stato sociale.

In sintesi, un partito del lavoro, attento ai diritti civili e democratici, che assuma come proprie le istanze del pacifismo, dell’ambientalismo e del femminismo.

2 pensieri riguardo “Un partito nuovo”

  1. Sendero luminoso è una organizzazione guerrigliera e terrorista peruviana di ispirazione maoista, che secondo la CIA riusciva a «fornire servizi educativi e sanitari agli strati più bassi e poveri della popolazione, troppo spesso “dimenticati” dalla politica governativa». Allo stesso modo può allora ricordare Hamas, Hezbollah e tanti partiti islamisti. Anche l’Isis. Ma può ricordare anche la Chiesa cattolica.
    Io però pensavo al mutualismo alle organizzazioni del mutuo soccorso del movimento operaio.

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