Sergio Staino contro Gianni Cuperlo

Staino-con-RenziE’ in atto una pressione estiva sulla sinistra del PD, perché i suoi voti potrebbero essere decisivi in settembre, quando in senato approderà il ddl sulle riforme istituzionali. Questa componente si è già opposta alla riforma del lavoro e alla riforma della scuola, per poi votare in ordine sparso.

A questa pressione contribuisce Sergio Staino con una lettera contro Gianni Cuperlo. La scrive perché si sente accusato di tradimento dalla sinistra dem. Al congresso aveva sostenuto Cuperlo, ma oggi scrive sull’Unità di Renzi e nelle sue vignette spesso prende di mira la minoranza. In effetti, Staino, vignettista dell’Unità dai tempi del direttore Emanuele Macaluso, sembra una persona molto fedele alla tangibile continuità organizzativa del partito e al suo segretario in carica, con un atteggiamento di sostanziale delega sui contenuti.

Staino-Bobo-emendamentiStaino spiega di avere sempre preferito fustigare la sua parte – Prodi, D’Alema, Veltroni – dando per scontata la critica all’avversario (Berlusconi). Con questo spirito dice di disegnare le vignette sulla sinistra dem, per seminare nel suo orto. Gli credo. Solo che le vignette sulla sinistra dem le disegna sull’Unità di Renzi, cioé nell’orto della maggioranza. Così lui non appare un dissidente dei dissidenti, ma un normale militante della maggioranza.

La scelta di scrivere sulla nuova Unità è coerente con l’idea di riconoscere e aiutare il segretario eletto; per l’autore di Bobo, i dissensi vanno tradotti in consigli da amico e non in emendamenti da oppositore, come se il premier fosse ancora Berlusconi. Considerare Renzi uguale a Berlusconi è un errore paragonabile a quello compiuto dai comunisti negli anni ’20: considerare i socialisti uguali ai fascisti.

RStaino-Bobo-Sudenzi per molti aspetti è davvero diverso da Berlusconi: non fa politica per risolvere i suoi problemi giudiziari, né i suoi debiti con le banche; non è proprietario di una grande azienda, non ha un conflitto di interessi con lo stato che governa; non ha rapporti con la mafia o con la P2; non induce minorenni alla prostituzione; non si allea con la destra fascista e razzista. In altri aspetti invece è più simile: nella contrapposizione ai sindacati e ai corpi intermedi, nella conduzione di battaglie simboliche come l’abolizione dell’art. 18, in una certa filosofia accentratrice, per cui le cose si governano meglio verticalmente con uomini soli al comando, da non disturbare mentre manovrano, tipo i premier e i presidi; nell’importanza che attribuisce alla comunicazione e in una certa retorica dell’ottimismo un po’ piazzista. Che una parte della sinistra lo percepisca come un estraneo ha il suo corrispettivo nel fatto che una parte della destra lo percepisce senza diffidenza.

Non c’è nulla di male nel dire che i socialisti somigliano sempre più ai liberali. I liberali non sono fascisti. Nella storia è sempre esistita una tensione tra una sinistra più radicale e una sinistra più moderata: la critica al programma di Gotha; la contestazione del voto socialdemocratico ai crediti di guerra; la critica alla svolta di Bad Godesberg; la critica ai socialismi mediterranei (Craxi, Gonzales, Mitterand, Papandreou), che hanno anticipato la svolta liberale delle socialdemocrazie europee. Non è stata tutta teoria del socialfascismo. Quella teoria servì per allineare il movimento operaio all’Urss di Stalin. Fu una grande operazione manipolatoria di potere, di un grande potere, non la battaglia di una minoranza dissidente. Quella teoria sopravvive molto di più nella pretesa di mettere in riga, che non nella volontà di opporsi. E poi, insomma, saper distinguere Renzi da Berlusconi dovrebbe aiutare a saper distinguere Gianni Cuperlo dagli stalinisti degli anni venti. Una misura nei paragoni ci va sempre.

Staino-Bobo-De-BortoliStaino rimprovera a Cuperlo di combattere Renzi senza avere una alternativa, insieme con compagni vecchi (D’Alema e Bersani), responsabili della situazione attuale, ormai fuori dalla storia e insieme a compagni nuovi (Pippo Civati, Stefano Fassina), che nella storia non ci entreranno mai. Invece di prendere esempio da Orfini, Martina e Orlando che aiutano il segretario. Così facendo, Cuperlo rischia di consegnare il paese a Grillo e Salvini, perchè oggi Renzi è quanto di più progressista e di sinistra possa esistere. Il popolo (gli autobus, i cinema e le trattorie) la pensano come lui e ormai odiano la sinistra dem.

Questo modo di vedere è molto interno alla tradizione comunista. Molto hegeliano. Il reale è razionale. Il partito e il suo leader, sono il soggetto. Incarnano la volontà del popolo e della storia, i perdenti, le minoranze sono disprezzabili, perché nemiche del popolo e fuori dalla storia. L’alternativa non esiste oppure è orribile. Reale e realistico è solo la capacità immediata di prendere e di tenere il Palazzo d’Inverno (o la stanza dei bottoni nella retorica riformista). Conta solo la gestione del potere. Tra gli ex comunisti, molti renziani dell’ultima ora sono i brezneviani di sempre.

Staino-Bobo-vs-CuperloNella vignetta di ieri, Staino riassume il suo pensiero. La figlia spiega al fratellino: «No, il babbo non è diventato renziano… solo che tra un senato riformato con il governo Renzi e un senato intatto con il governo Salvini-Grillo lui sa chi scegliere». Cioè, il governo è più importante delle istituzioni e andare all’opposizione non conta niente, per cui diventa ininfluente avere o non avere dei contrappesi.

Cuperlo gli risponde che stare insieme, e quindi immaginare la collaborazione, l’aiuto al segretario, implica il procedere nella stessa direzione, se le direzioni si divaricano la carovana si disgrega, cosa che sta già avvenendo con l’astensionismo di tanti elettori, la fuoriuscita di tanti iscritti e di importanti dirigenti (Cofferati, Fassina, Civati). La risposta sembra prefigurare una separazione, perchè alla lunga la posizione del partito nel partito non potrà durare. La dialettica interna al PD è di fatto una dialettica parlamentare.

Riferimenti:
«Compagno Cuperlo, così uccidete la sinistra» – Sergio Staino
Caro Sergio, si vince a sinistra. Non contesto il ruolo di Renzi – Ganni Cuperlo
Lettera di Staino a Cuperlo. Il commento dei lettori – Unita.tv
Staino-Cuperlo, cosa c’è nelle 250 lettere arrivate a noi – Mario Lavia
Caro Bobo, caro Gianni, la vera questione è dove va il Pd – Alfredo Reichlin

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