L’Austria e la Germania che accolgono i profughi sono messe a confronto con l’Ungheria che li trattiene nei campi o con la Repubblica ceca che li marchia. Il governo tedesco è democratico, il governo ungherese è nazionalista. Ma è democratico e pure di sinistra il governo greco, che impiega le cariche della polizia per trattenere i migranti nelle isole. Qualcuno è contento di far notare che la cattiva Angela Merkel è più buona di Alexis Tsipras.

Ad Angela Merkel va riconosciuto di aver compiuto una scelta umanitaria coraggiosa e di avere una posizione più avanzata di molti suoi colleghi europei, non solo dell’Est, ma anche dell’Ovest come il primo ministro britannico David Cameron. Tuttavia, va detto, che la Germania è un paese interno all’Europa, non ha il compito di presidiare i confini della UE, come invece lo hanno i paesi che costruiscono muri di filo spinato.

La Germania oggi ha accettato di sospenderlo, ma fino a ieri ha preteso l’applicazione del trattato di Dublino, per il quale i paesi di primo ingresso devono trattenere gli stranieri per distinguere i rifugiati dai migranti economici, lasciar passare i primi e rimpatriare i secondi. I paesi di primo ingresso sono quelli del sud e dell’est, i più poveri, spesso criticati per detenere i migranti in condizioni poco civili.

I paesi dell’est, ma anche la Gran Bretagna, si oppongono alla ripartizione delle quote di accoglienza, mentre la Germania pensa di poter accogliere 500 mila profughi all’anno. La Germania è il paese più ricco dell’Unione. Secondo molti commentatori, i profughi siriani di media ed elevata istruzione, che si prepara ad ospitare, possono favorire il suo sviluppo; la Germania, già leader economico, ambisce ad essere il leader politico e morale dell’Europa.