Aiutiamoli a casa loro?

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Aiutiamoli a casa loro è lo slogan buonista delle destre xenofobe. Il sottotesto è: non vogliamo aiutarli a casa nostra, non li vogliamo tra noi. Lo slogan presuppone che i paesi siano case; i nativi siano i padroni e gli stranieri gli ospiti; l’immigrazione una violazione di domicilio. Spesso, chi vuole aiutarli a casa loro, vuole che l’immigrazione irregolare sia un reato; gli irregolari li chiama clandestini.

Chi proclama questo slogan, però, non presenta progetti di sviluppo per i paesi poveri, né propone di cancellare i loro debiti. Anzi, quando è al governo taglia i fondi alla cooperazione. Al momento, e da sempre, il miglior aiuto alla casa dei migranti proviene dai migranti stessi, mediante le loro rimesse. Trasferimenti presi a bersaglio da chi vuole aiutarli a casa loro, perché sottraggono ricchezza alla nostra economia.

Il principio di aiutare gli altri a casa loro, in sé, non è sbagliato, se non fosse per il fatto che tra gli aiutanti e gli aiutati si instaura un rapporto di potere; quando si tratta di relazioni tra stati, gli aiutati pagano gli aiuti con la rinuncia parziale o totale alla propria sovranità e indipendenza.

Soprattutto, è un principio che ignora la sfasatura temporale tra il problema e la soluzione: eventuali effetti benefici si possono avere nel medio-lungo periodo, mentre l’emergenza migratoria è adesso. Volerli aiutare a casa loro in futuro, significa non volerli aiutare qui e ora, mentre intanto muoiono a migliaia nel traversare il Mediterraneo.

Ma provocare morti annegati in mare o asfissiati nei Tir per scoraggiare l’immigrazione è immorale e disumano, è la prima cosa che non possiamo accettare. Perciò, dato che in tanti vogliono raggiungerci e sono disposti a rischiare la vita, per salvarsi o sperare in un futuro dignitoso, possiamo solo aprire porti e frontiere.

6 pensieri riguardo “Aiutiamoli a casa loro?”

  1. Giusto, facciamo arrivare qui un miliardo di africani e qualche centinaio di milioni dalla Siria, dall’Iran e dall’Iraq così poi tutti insieme appassionatamente andiamo ad emigrare verso gli Stati Uniti perchè qui non ci sarà più nulla da mangiare… passeremo i prossimi cento anni ad emigrare da un posto all’altro come le cavallette. Se vuoi un consiglio rileggi quello che scrivi, eviteresti fraintendimenti. E comunque, per evitare i morti in mare, se veramente questo è il problema (per chi ci governa, sia chiaro), basterebbe permettere ai migranti di poter prendere l’aereo dai paesi di origine, forse non lo sai ma oggi per loro è impossibile imbarcarsi in qualsiasi volo per l’europa senza un regolare visto di ingresso. Vedi purtroppo il fatto è che voi vi fate gabbare da quelli che lucrano su queste morti, su queste tragedie. se un migrante potesse spendere 400 euro per un comodo volo low cost, i trafficanti e quelli che lucrano sull’accoglienza cosa potrebbero fare? nulla, perdere i 2/3000 euro che gli stessi migranti pagano agli scafisti o a chi comunque li porta in europa di contrabbando. La soluzione è e rimane quella di aiutarli a casa loro, far arrivare qui quelli che fuggono da paesi in guerra come la Siria, e rispedire al mittente i c.d. migranti economici come ad esempio gli ivoriani o i nigeriani. a margine si potrebbe ad esempio denunciare e condannare per crimini contro l’umanità chi come le due sceme (greta e vanessa) hanno permesso all’isis di guadagnare 12/13 milioni di euro senza colpo ferire. Infatti i siriani hanno spiegato molto bene che senza l’Isis nessuno si sognerebbe di lasciare casa (spesso con famiglia al seguito) per affrontare l’ignoto e venir a cercar fortuna in europa.

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  2. Sono tanti, ma molti meno delle grandi cifre sparate dalla propaganda xenofoba. In Italia, quest’anno sono arrivati in 120 mila, in Grecia 160 mila, in Ungheria 170 mila. Sono centinaia di migliaia, non milioni, né miliardi.
    I migranti non sono solo un costo assistenziale, sono anche potenziali produttori e già oggi producono un decimo del nostro PIL, ma questo discorso mi interessa meno. Prima del calcolo economico vale la questione umanitaria.
    Aprire le frontiere significa appunto permettere ai migranti di raggiungerci con viaggi regolari ed anche organizzare dei corridori umanitari, andarli a prendere. Tutti. E’ arbitrario distinguere tra profughi e migranti economici.
    Greta e Vanessa le citi a sproposito e le insulti in modo gratuito. Riguardo la loro vicenda si può leggere questo articolo del Post.
    Per liberare gli ostaggi è giusto fare il necessario, anche pagare un riscatto.

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  3. Questo però cozza con il blocco dei beni che subiscono i parenti di chi viene sequestrato. Questo vuol dire che si fa il possibile, ma nel possibile non è contemplato il pagamento di un riscatto. L’anonima sequestri è stata sconfitta anche per questo principi basilare. Ma nella realtà purtroppo non siamo tutti uguali. Aggiungo che non è arbitrario distinguere il migrante economico dal profugo. Tant’è che tali distinzione esiste anche nella giurisdizione internazionale che regola il diritto d’asilo. D’altronde, chi proviene ad esempio dalla costa d’Avorio scappa da un paese con un PIL che cresce del 7,5% all’anno. Per quale assurdo motivo la UE dovrebbe spendere risorse per lui,nonostante non riesca nemmeno a gestire i profughi,non è dato sapersi

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  4. L’anonima sequestri di solito non uccideva gli ostaggi. I terroristi si.
    E’ arbitrario stabilire cosa è «guerra», stabilirlo da un punto di vista occidentale. Su molti paesi poveri la globalizzazione neoliberista ha avuto effetti di guerra senza sparare un colpo.
    La Costa d’Avorio, come altri paesi poveri, ha una crescita elevata, ma da una base di partenza molto bassa. Il Pil pro capite della Costa d’Avorio equivale allo stipendio di un nostro impiegato, circa 1500 euro. Il Pil pro capite dell’Italia è di 35 mila euro.

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  5. Vorrei aver capito male, ma per sicurezza lo chiedo:
    Se l’anonima sequestri avesse ucciso un certo numero di prigionieri, lo stato avrebbe dovuto acconsentire al pagamento del riscatto? Per me no, troppo forte l’effetto incentivante. Per quanto concerne il PIL, è fuorviante se non lo si accosta al costo della vita.

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  6. Secondo me, lo stato non può disincentivare i sequestri sulla pelle degli ostaggi e dei loro cari. La legge Scotti, che dispone il blocco dei beni, è stata infatti emendata. E’ il magistrato che di volta in volta valuta l’opportunità del blocco.
    L’anonima sequestri però non può essere paragonata alla guerriglia o al terrorismo.
    La media procapite del PIL non ci dice neanche come è redistribuita la ricchezza. L’economia ivoriana dipende dalle esportazioni delle materie prime e dei prodotti agricoli, non dai consumi interni.

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