fred-wilmaAmber Doty dichiara di amare suo marito più dei suoi figli e spiega perché, a beneficio di tutta la famiglia, suo marito verrà sempre prima dei suoi figli: per formare un modello di coppia felice, da cui i figli prenderanno esempio; per ridurre i rischi di divorzio, così i figli cresceranno con entrambi i genitori; per avere accanto un partner felice e non un estraneo quando i figli se ne andranno.

Le priorità citate ad esempio sono meno dirompenti delle affermazioni che le annunciano: i figli solo di rado saliranno sul lettone; i genitori andranno in vacanza da soli se potranno permettersi solo una vacanza all’anno; la sera quando vorranno stare tra loro due chiederanno ai familiari di far da baby sitter. Nulla di straordinario, a parte mollare i figli per le vacanze.

A dar fastidio sono le perentorie dichiarazioni di priorità. E’ assurdo decidere che un membro della famiglia venga a priori prima degli altri, senza valutare persone e situazioni: il partner, se sta bene, è indipendente e autosufficiente, i figli nell’infanzia no. Voler stabilire chi deve avere sempre la precedenza e sentire anche il bisogno di formalizzarlo in pubblico, implica una idea competitiva e  gerarchica delle relazioni che si concilia poco con un modello di felicità familiare.

In ultimo, se può esser vero che i genitori non devono annullarsi per i figli, perché la moglie dovrebbe scegliere se annullarsi per i figli o per il marito? Credo sia opportuno che ciascuno metta al primo posto se stesso e poi sappia amare gli altri come se stesso. Qualche che sia il significato dell’affermazione di Amber Doty, il significante è brutto.