Addio Pietro Ingrao

Pietro Ingrao

Quando mi iscrissi alla Fgci e durante i miei primi anni di militanza nel PCI, i giornali scrivevano che il partito era guidato dall’asse Berlinguer-Ingrao. Intorno a quell’asse credo di esserci rimasto fino ad oggi.

Sconfitto all’XI congresso nel 1966, Pietro Ingrao si prese una parziale rivincita al XVI congresso del 1983 sulla democrazia interna. I dissidenti avrebbero potuto continuare a sostenere in pubblico le proprie posizioni, anche dopo le decisioni della maggioranza.

Fu presidente della camera negli anni del compromesso storico, carica che non volle riassumere nella legislatura successiva, per poter essere più libero di poter partecipare alla lotta politica. A differenza di tanti dirigenti del passato e del futuro, non rappresentò il suo partito in una continua sequenza di linee sempre giuste, adatte a contesti sempre diversi. Disse chiaro: aveva torto il PCI della solidarietà nazionale, ha ragione il PCI dell’alternativa democratica.

Negli anni ’80, il partito intese se stesso come alleato e rappresentante dei movimenti sociali; questo fu criticato dai miglioristi guidati da Giorgio Napolitano, secondo cui il rapporto con i movimenti era una scusa per eludere la questione delle alleanze necessarie per accedere al governo. Ingrao fu il principale punto di riferimento di chi militava al contempo nel partito, nel pacifismo, nell’ambientalismo e guardava con simpatia il femminismo.

Non provavo avversione per la convivenza con la destra comunista – riformisti che guardavano alla socialdemocrazia o al partito democratico americano e ortodossi arroccati in difesa dell’Urss – anzi mi piaceva quel partito che conteneva un po’ tutto e manteneva il suo giusto equilibrio; potevo riconoscermi in area di sinistra, senza arruolarmi in una corrente: se dovevo darmi una definizione, mi dicevo ingraiano. Qualcuno mi diceva: certo, fa figo dirsi ingraiano, ma i problemi, il realismo, la concretezza, etc. Ingrao era visto anche così, come spesso sono viste le coscienze critiche: idealista, fumoso, sopra le nuvole.

A me importava poco. I realisti li trovavo aridi e asfissianti, dal fiato corto, scavavano un buco per coprirne un altro, mentre io sentivo il bisogno di pensiero, orizzonti, aria e respiro ampio. Come il realismo, l’utopia non è tutta la politica, ma la politica non può farne a meno. Ingrao fu evocativo, suggestivo, per quanto anziano e carico di storia, sempre florido.

Come divenne comunista, il giovane rampollo di una famiglia liberale? Andammo da Benedetto Croce, per chiedergli come potevamo opporci al fascismo. Ci rispose di tornare a studiare. Allora, andammo dai comunisti.

Fu l’ispiratore di una pensatrice del calibro di Rossana Rossanda, di un politico brillante come Lucio Magri e di tutto il gruppo del Manifesto. Per me, la sua collocazione fu decisiva nel 1989, nel dire no allo scioglimento del PCI, il rifiuto di una semplice abiura, di una svolta a destra, che non produceva nulla di nuovo.

Negli anni successivi rimase la bandiera unificante di tutta la sinistra che continuava a ispirarsi alla vicenda del movimento operaio e cercava ossigeno nel rapporto con i nuovi movimenti di liberazione. Anche nel silenzio degli ultimi tempi fino al suo ultimo compleanno, il centesimo.

Riferimenti:
Ciao Pietro – Il Manifesto 27.09.2015
La storia di Pietro. Per i 100 anni di Pietro Ingrao – Fondazione Luigi Pintor
La luna e la barricata. È morto Pietro Ingrao – L’Unità 27.09.2015
È morto Pietro Ingrao, uno dei padri della Repubblica – Corriere della Sera, 27.09.2015
Addio a Pietro Ingrao, morto a Roma lo storico dirigente del Pci – Repubblica, 27.09.2015
È morto Pietro Ingrao, storico leader del Pci – La Stampa 27.09.2015
Addio a Pietro Ingrao, uno dei padri della sinistra e della Repubblica – Il Sole 24 Ore, 27.09.2015
È morto Pietro Ingrao – Il Post 27.09.2015
Pietro Ingrao, un’idea dell’umano – Ida Dominijanni, Internazionale 28.09.2015
Rossana Rossanda: “Per proteggere il partito Ingrao rinunciò a cambiare la storia” – Rossana Rossanda, Repubblica 28.09.2015
Pietro Ingrao e l’utopia sempre attuale di una società senza padroni – Gad Lerner 28.09.2015
Pietro Ingrao e la sfida del femminismo – Lea Melandri
Ingrao che acchiappava la realtà – Bruno Ugolini, 29.09.2015

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