Il pretestuoso e il pilota automatico

Nardella Travaglio

Ho visto il confronto televisivo tra Dario Nardella, renziano sindaco di Firenze e Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano. Tutti e due netti e perentori nel dire: il sindaco Marino ha mentito sui rimborsi spese, non può più avere la fiducia dei cittadini, deve andarsene. Unica differenza, il rimprovero di Travaglio a Nardella di non applicare la medesima severità agli alleati e agli amici di Renzi, anche a dispetto di irregolarità e reati molto più gravi.

L’atteggiamento di Nardella mi è parso pretestuoso, al PD fa gioco liberarsi di un sindaco che non avrebbe mai voluto candidare; quello di Travaglio mi è parso il tipico riflesso condizionato, il Fatto è il giornale della legalità. Entrambi, non possono essere certi dell’accusa che muovono a Ignazio Marino. Una persona può dire una cosa falsa, anche senza voler mentire, ma solo perché la crede vera, perché è confuso, disinformato, precipitoso.

La questione degli scontrini pare sia dovuta ad errori dello staff, che ha provveduto a calcolare i rimborsi in ritardo, affidandosi ad un incrocio retrospettivo tra date delle fatture e date dell’agenda del sindaco. Nel lasciare gestire in questo modo i rimborsi al suo staff, il sindaco sarà stato poco curante, sprovveduto, superficiale, comunque criticabile, ma questo è ben diverso dall’essere una persona male intenzionata e moralmente inaffidabile, come con altrettanta superficialità lo accusano i suoi detrattori.

Ma ammettiamo pure che un politico tenuto sotto pressione da una incessante campagna di stampa, abbia un momento di debolezza e dica una bugia, per provare ad occultare piccole irregolarità, cattive e diffuse abitudini. E’ sufficiente per distruggerlo? Quella piccola bugia riassume tutta la sua reputazione? E’ morale approfittarne per fare di lui un capro espiatorio?

Io penso che sulla questione morale si debba essere intransigenti, ma non credo che l’intransigenza si pratichi con l’inserimento del pilota automatico e con la perdita di ogni senso della misura. A reati gravi, e spesso sistematici, devono corrispondere sanzioni gravi, a irregolarità minori devono corrispondere sanzioni minori. E’ assurdo che i responsabili dei primi possano sopravvivere e i responsabili dei secondi, se sfortunati, debbano essere messi al bando.

La critica pubblica, la restituzione di quanto percepito in modo indebito, al limite anche una multa, sono sanzioni sufficienti. Poi, lo dirà l’elettorato nelle urne se ha ancora fiducia oppure no. Marino ha restituito 20 mila euro, non solo le sue poche cene, ma anche tutte le spese di rappresentanza, che in effetti il comune gli doveva rimborsare. E’ più che sufficiente, se davvero ha sbagliato.

Qualcosa di simile fece nel 2009, in Gran Bretagna, David Cameron con la restituzione di 965 sterline, al tempo dello scandalo delle note spese, che coinvolsero centinaia di deputati britannici. Ciò non gli ha impedito di diventare primo ministro nel 2010. Lo stesso può fare Matteo Renzi, per gli ingenti rimborsi ottenuti quando era presidente della provincia di Firenze e poi sindaco della città, senza che questo debba mettere in discussione il suo ruolo di presidente del consiglio.

Vedi anche:
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