Preferisco Hillary Clinton

Hillary Clinton

Nel 2008 consideravo i due principali candidati democratici alle presidenziali americane, entrambi moderati e centristi. Quelle elezioni sembravano però interessanti, per almeno due motivi: finiva l’era Bush, la peggiore presidenza della storia Usa e i neocons potevano essere archiviati; lo sfidante democratico del candidato repubblicano John McCain sarebbe stato un nero oppure una donna. Era in questo valore simbolico il punto di forza di Barack Obama e di Hillary Clinton.

Seppure Obama fosse un po’ più di sinistra, tifavo per Hillary Clinton, perché negli Stati Uniti l’emancipazione dei neri era partita prima ed era andata più avanti dell’emancipazione delle donne. Così, una prima presidente donna mi sembrava ancor più rilevante di un primo presidente nero. E’ vero che si trattava della moglie di un ex presidente e questo dava luogo ad una legittimazione di tipo dinastico, come era già stata di altre donne in paesi orientali, ma è anche vero che i Clinton sono una coppia politica, due alleati che si danno sostegno reciproco, senza il primato di uno e la dipendenza dell’altra. Simile è forse la coppia argentina de Kirchner. Inoltre, Obama, con sorpresa, partiva favorito: lo dicevano i sondaggi e anche i finanziamenti da lui raccolti.

Nel 2016, il dilemma si ripropone. Da un lato di nuovo la donna Hillary Clinton, dall’altro non più un nero, bensì un’altra importante novità simbolica: un socialista. Bernie Sanders. Questa volta però i sondaggi e i finanziamenti danno per favorita Hillary Clinton, che anche nei dibattiti televisivi pare se la cavi meglio dei rivali, per quanto Sanders faccia una buona figura. Sanders è dunque il candidato di sinistra, l’equivalente del britannico Courbyn, ma non a tutto tondo. Sanders è infatti un rappresentante delle lobby delle armi ed ha votato contro le proposte di legge che miravano a limitarne la diffusione. Durante la presidenza Obama, vi sono state quindici stragi e ancora pochi giorni fa un ragazzino ha ucciso una bambina di otto anni sparandole al petto.

Credo che anche questa volta farò il tifo per Hillary Clinton. In tempi di rottamazioni e giovanilismi, mi piace la rivincita di una signora matura, con molta esperienza; la più avversa alle lobby farmaceutiche e delle assicurazioni sanitarie, la più odiata dai repubblicani e dai misogini.

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