L’HuffPost giustifica la violenza?

HuffPost-donne traditrici

Si può discutere l’opportunità che uno dei più seguiti giornali online, con una nomea di sinistra e una direttora prestigiosa, Lucia Annunziata, pubblichi a scopo di intrattenimento e per generare tanti click, articoli  pseudoscientifici sul rapporto tra i sessi, ultimo dei quali, più volte rilanciato, relativo ad una ricerca secondo cui gli uomini saprebbero riconoscere le donne traditrici solo guardandole in faccia. Tesi sparata fin dal titolo.

Ad essere inaccettabile è che un articolo di questo genere sia illustrato con una foto indegna che mostra in primo piano una mano maschile contratta in un pugno rabbioso, con sullo sfondo l’immagine opaca di una donna impaurita e contrita. Una foto spesso usata per illustrare articoli sulla violenza maschile domestica. Usata a questo scopo dallo stesso Huffington Post. Un’avvertimento minaccioso neanche tanto subliminale nei confronti delle donne infedeli.

Forse l’accostamento vorrebbe essere ironico, forse chi ha composto la pagina non se n’è reso conto ed ha messo insieme testo e immagine secondo suoi inconsapevoli pensieri atavici, ma quella pagina è già stata oggetto di molte proteste in passato e nessuna modifica è stata apportata. In questo modo, con o senza intenzione, l’Huffington Post insiste nel mettere insieme, senza soluzione di continuità, un tema di costume con un tema politico, nell’usare la presunta facilità maschile nel riconoscere l’infedeltà femminile, per legittimare un reato molto grave, la violenza maschile sulle donne, o quanto meno per renderla comprensibile e attenuarne il giudizio.

7 pensieri riguardo “L’HuffPost giustifica la violenza?”

  1. Non pensi (non ti ho ancora convinto?) che anche alla base di articoli di questo genere (per tacere dei cosiddetti “studi scientifici”) ci sia solo tanta sessuofobia?

    Prendiamo l’uso del termine “tradire” che consegue ad una norma socialmente accettata secondo la quale il sesso sia da consumarsi esclusivamente con una persona scelta per contratto (religioso, civile, ideale, etc.): non esisterebbe il problema se non ci fosse questa norma. Poi ognuno fa quello che gli pare. Ma il problema è dato dall’idea malsana che permea la nostra società, ossia che una coppia non possa che consumare sessualità all’interno di un ambito stabilito normativamente. Inoltre c’è l’aspetto patologico: un malessere nella vita sessuale di coppia – una semplice insoddisfazione – si trasforma in reciproche vendette sessuali, proprio perché non è ammessa socialmente una vita sessuale più libera. Sono invece ammessi e accettati di buon grado infiniti tabù.

    Si parla di coppie trasgressive quando queste hanno alcune esperienze minimali di sesso a tre o anche solo di co-partecipazione. A me è capitato a 17anni e non ricordo veramente nulla di trasgressivo! Solo tanto sano divertimento. Si parla di degenerazione del desiderio; immaginatevi una insegnante che ha due compagni come potrebbe essere accettata negli ambienti scolastici; si rischia il licenziamento se di una donna si sa che frequenta ambienti cosiddetti libertini. C’è il terrore panico che si finisca per essere arrestati, allontanati, crocifissi, se solo si accenna al desiderio di fare sesso di gruppo in un ambiente che non ammette trasgressioni alla norma sociale di cui sopra. Puoi essere cattolico, comunista o ateo. Il problema rimane identico.

    Questa è una società malata. Gli articoli come quello segnalato sono una delle minime conseguenze funzionali a mantenere lo status quo della situazione sessuofobica generalizzata.

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  2. luzy sono d’accordo con te in generale, solo non vorrei si finisse col dire che solo i non monogami sono liberi e autentici

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  3. Non ho capito, scusa. Mi pare il problema non sia esserlo, monogami. Il problema semmai è che se hai una vita sessuale appena fuori dalle consuetudini vieni colpito dal giudizio degli altri e talvolta in maniera pesantissima.

    Questo sembra (è) un paese che non vuole evolversi dal suo stato reazionario.

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  4. L’espressione tradire in amore, ha alla sua base una volontà di possesso, in genere dell’uomo nei confronti della donna, cosa che è stata anche giustificata per via del fatto che lui deve avere il controllo sulla prole e la certezza della paternità. Questo, a fini di controllo, può produrre e ha prodotto sessuofobia. Quindi, secondo il mio punto di vista, la sessuofobia è un effetto, non una causa.

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  5. oggi “tradire” si usa anche quando è l’uomo ad essere adultero, per me tutto sta nel patto tra i due..se entrambi si considera l’esclusività sessuale un valore importante chi viene meno al patto tradisce la fiducia che assieme alla passione è una delle basi dell’amore.Un uomo o una donna che soffre per un tradimento non è un mostro malato di possesso.
    Nulla vieta di avere relazioni aperte in cui la fedeltà sul piano sessuale non è prevista l’importante è stabilirlo prima di iniziare una relazione.
    quanto al possesso per me in una relazione amorosa è possibile possedersi reciprocamente nel rispetto della libertà

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  6. Imho confondi sessuofobia con misoginia. Secondo una proiezione psicologica maschile che diventa diffuso stereotipo la donna tradirebbe l’uomo perché a livello orgasmico la si ritiene insaziabile (tradizione misogina); sattiddio, che poi oggettivamente una donna possa avere più orgasmi di un uomo è vero, ma questo ci ricorda che anche un uomo può sollazzarsi eroticamente con più donne contemporaneamente (l’erotismo supera l’oggettività fisica). L’immaginario porno (eterosessuale) però verte più sulla prima immagine, dato che ogni uomo ha spesso pensato che dopo la prima penetrazione avrebbe piacere a regalarne una seconda, una terza e così via. Se ci fosse un vero porno femminista vedreste tante donne sollazzarsi il singolo uomo.

    In poche parole non puoi pensare che il controllo “politico” sulla prole e sulla madre dei tuoi figli abbia radici più profonde dell’attrazione sessuale. Ogni volta che un uomo guarda la propria donna al meglio delle sua bellezza e attrazione fisica viene colto dal panico che qualche altro uomo potrebbe desiderarla fisicamente.

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  7. L’attrazione sessuale è reciproca. Anche le donne possono avere desiderio di possesso e gelosia. Ma questo non si traduce in violenza e reati e in una loro legittimazione civile.

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