Oscar Pistorius - Reeva Steenkamp

La mia casa è stata violata due volte nel corso della mia vita. Ho sospettato gli zingari, perché in coincidenza si erano stabiliti degli accampamenti nelle vicinanze, ma è solo un mio pregiudizio. Non ho mai fatto l’esperienza di trovarmi di fronte ad un intruso in casa mia. Se accadesse, non so come reagirei. Forse cercherei di interloquire, forse cercherei di difendermi anche preventivamente, se sospettassi intenzioni aggressive da parte sua, contro di me o i miei parenti. Nel caso, me ne assumerei la responsabilità.

Non ho mai posseduto un arma, nè mai pensato di averla. Non credo mi darebbe più sicurezza. Dovrei essere in grado di prenderla al momento giusto, saperla usare, avere il coraggio di usarla, sperare che l’altro non sia armato e più abile di me. Perciò, non mi rassicurano quei politici che manifestano per dire che la difesa non è mai eccessiva. Allo stato compete proteggere i suoi cittadini, non delegargli il compito di improvvisarsi giustizieri di se stessi.

Fascisti e leghisti fanno il loro brutto mestiere, anche in questi giorni dopo l’omicidio (difensivo?) di Vaprio, mentre Enrico Costa (NCD), sottosegretario alla giustizia, vuole consentire alla legittima difesa anche l’eccesso, perché i ladri oggi sono più violenti. Non è chiaro se il sottosegretario parli generalizzando dei casi o avendo dei dati a supporto.

Se la criminalità cambia, il legislatore ha il dovere di cambiare le pene, ma senza venire meno ai principi. Dev’essere chiaro che non c’è il diritto alla vendetta. Per essere espliciti, se uno insegue il ladro in strada e gli spara, non potrà mai essere considerata una legittima difesa. Se si spara in casa perché si teme per la propria incolumità o libertà, ci si può pensare. Ahimè non è più il tempo in cui bastava accendere la luce per far scappare il ladro.

La destra al governo ha già esteso il concetto di legittima difesa proporzionata all’offesa nel 2006, ammettendo anche l’uso di armi da fuoco legittimamente detenute al fine di difendere la propria o altrui incolumità; i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La nuova norma (art. 52 cp modificato) ha messo sullo stesso piano la propria incolumità e i propri beni. La vita del ladro può valere meno dei beni di cui vuole appropriarsi. Ciò nonostante, dopo nove anni, la sicurezza percepita dei cittadini non sembra essere aumentata ed ora si sollecita una legittima difesa ancora più discrezionale fino a rimuovere l’ipotesi di reato. Il messaggio è deteriore.

Lo stato dice ai cittadini: armatevi e difendetevi. Negli Stati uniti la diffusione delle armi è molto sostentuta dal mito dell’autodifesa e negli ultimi otto anni vi sono state quindici stragi.

Il domicilio diventa una zona franca, il padrone può decidere la pena di morte sugli intrusi. Anche su quelli che scambia per tali? Oscar Pistorius uccise in casa sua la fidanzata Reeva Steenkamp, dichiarando di averla scambiata per un ladro; è stato creduto e condannato a cinque anni solo per omicidio colposo, dopo un anno è già libero, ma con i propositi legislativi e le giustificazioni di contesto della nostra destra, forse se la sarebbe cavata persino meglio.

Il rapporto tra domiciliato e intruso entra in una spirale di reciproca prevenzione di offesa e difesa, dove ad avere la meglio tante volte saranno gli intrusi, più preparati a delinquere.

La sicurezza aumenta in una cultura nella quale alla vita e alla incolumità si riconosce valore. Se le stesse autorità o chi si candida ad assumersene la responsabilità trasmettono un messaggio svalorizzante, come in un film western, la vita e l’incolumità di tutti sono più a rischio.