Bersani e Bertinotti

L’Unità, l’organo di Matteo Renzi, ha paragonato Pierluigi Bersani a Fausto Bertinotti, come a volergli dare dell’estremista. Un giudizio ingiusto, sia nei confronti di Bersani che nei confronti di Bertinotti. Il paragone però nella sostanza è persuasivo e, al di là di quel che pensano mittente e ricevente, per nulla oltraggioso.

Pierluigi Bersani

Se vi furono difficoltà nel rapporto tra Ulivo e Rifondazione fino alla rottura, fu soprattutto per l’indisponibilità della sinistra moderata a fare un compromesso serio con Rifondazione. Anche l’editorialista del Corriere della Sera, Francesco Giavazzi, un economista liberal-liberista, riconobbe negli anni dell’ultimo governo Prodi, che in fondo Rifondazione fece la sua parte nel sostenere le riforme del centrosinistra sul Welfare e sul mercato del lavoro, al contrario del centrosinistra inadempiente nel rispettare i patti sulle necessarie contropartite: la protezione del potere d’acquisto, l’aumento dei salari. Nello scambio la mancanza fu dunque del centrosinistra; Rifondazione si compromise fin troppo; e questo forse spiega molto dello stato attuale di quel che rimane della sinistra.

Ma quel che è interessante nel paragone dell’Unità, è un principio di realtà, che non viene colto. Si è pensato che il nodo fosse Rifondazione, che sarebbe bastato trovare il modo, il meccanismo elettorale, per farla fuori, per risolvere il problema. Il nodo invece è dato da una parte della società che fatica a trovare rappresentanza nella politica, una parte della società a cui si chiede di aspettare di trarre beneficio dall’arricchimento dei ricchi, poiché in tal modo anche le briciole che cadranno dal tavolo saranno più abbondanti.

Fausto Bertinotti

Questa parte della società continua ad esistere e, in un modo o nell’altro, a manifestarsi: nel voto di protesta grillino, nell’astensionismo e anche nella dissidenza di una parte della cosiddetta sinistra. Era Rifondazione nella coalizione dell’Ulivo-Unione, è la sinistra dem nel Partito democratico. Fatto fuori Bertinotti, fatto fuori Bersani, dato che il problema sociale resta, un suo rappresentante comunque lo ritrova. Nulla vieta che in un futuro il compito di rappresentare le ragioni dell’equità e della giustizia sociale possa toccare persino a Matteo Renzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...