Populismo contro Varoufakis conferenziere

yanis_varoufakis

Alcune agenzie di stampa sparano titoli ad effetto su Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle finanze greco, simbolo della lotta contro l’austerity europea. Ora sarebbe diventato un conferenziere di lusso strapagato, che prende 55 mila euro a discorso.

Dalla lettura degli articoli, si comprende subito che si parla per sentito dire. La notizia è presa dal Daily Telegraph, il quale a sua volta cita il Proto Thema, una rivista greca populista e anticomunista. Il Proto Thema sarebbe entrato in possesso di una mail del London Speaker Bureau, contenente una specie di tariffario per Varoufakis: 55 mila euro per una conferenza fuori dall’Europa, 4 mila euro in Europa, e 1400 euro per una lettura in una Università. Dunque, cifre mediamente molto più basse di quella evidenziata nei titoli, che sarebbe stata comunque normale.

Molti ex politici di fama internazionale hanno intrapreso una carriera di conferenzieri, incassando cifre molto elevate. Tra i più ricchi Bill Clinton (150-200 mila dollari a discorso). Tony Blair 400 mila euro per una conferenza extrauropea, 3 mila euro al minuto. Negli anni ’90, Mikhail Gorbaciov prendeva sui 100 mila dollari, Ronald Reagan sugli 80 mila, poco meno Jimmy Carter, Gerald Ford e George Bush. Centomila dollari a conferenza anche per l’ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder.

Varoufakis non è stato un presidente, un capo di stato, ma solo un ministro, per quanto di recente molto noto, popolare e dalla forte valenza simbolica. Infatti, le tariffe che gli propone l’agenzia britannica sono molto più basse. Devo dire che anche nelle cifre più alte non ci trovo nulla di sbagliato, se le platee sono di un pubblico facoltoso, di istituti privati, se il ricavato serve per finanziare fondazioni, riviste, attività politica ed è tutto trasparente. Se invece un conferenziere soltanto si arricchisce, sono affari di chi è disposto a pagarlo, se non sono soldi pubblici.

Ma il povero Varoufakis, con 4 mila euro a conferenza in Europa, riuscirà a coprire le spese e a trattenere ben poco per sé e la sua causa. Tuttavia, per il populismo, specie quello nostrano, basta associare un po’ di soldi ad un politico, tanto più se di sinistra, ed il gioco dello scandalo è fatto: anche un senatore del PD può cogliere l’occasione per fare il grillino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...