Ferrara abusa di Pasolini

pasolini borgatari

Giuliano Ferrara usa Pierpaolo Pasolini, nel quarantennale del suo assassinio, per riabilitare Silvio Berlusconi e i preti pedofili. Secondo lui, i moralisti (di sinistra) sono in contraddizione: dopo aver messo all’indice il libertino Berlusconi e i preti pedofili, deplorano la disumanità del comune senso del pudore, che nel 1949 portò il PCI ad espellere Pasolini, reo di aver fatto sesso con due ragazzi. L’idea non è nuova, fu sostenuta già quattro anni fa da Vittorio Sgarbi.

Il paragone, pur nella sua blasfemia, vale in parte e per la parte che vale, implica guardare al passato con gli occhi di oggi. Pasolini fu espulso dal PCI perché omosessuale. Questo era disumano, pur nella normalità omofoba dell’epoca. Il fare sesso con dei ragazzi era messo in stretta e dipendente relazione con l’omosessualità. La colpa era l’omosessualità.

D’altra parte, nel dopoguerra, la percezione di un ragazzo di 16-17 anni era diversa da quella che possiamo avere oggi. La scuola dell’obbligo coincideva con le elementari; dopo i giovani erano già avviati al lavoro. Un sedicenne oggi è un bambino, allora era un giovane adulto lavoratore. Credo che nell’arco di tutta la vita di Pasolini questa percezione non sia cambiata di molto. Oggi, guardando indietro, possiamo accettare l’omosessualità di Pasolini, e deplorare, forse condannare i suoi rapporti con minorenni, anche se si trattava di ragazzi e non di ragazze, un’altra differenza da considerare.

Un nesso tra l’omossessualità e la frequentazione della prostituzione minorile tuttavia esiste e non sta in una presunta perversione dell’omossessualità, ma nel suo viversi clandestina. È ancora vero nel nostro presente, e lo era tanto più nel passato di una Italia ancora contadina: un omosessuale non ha le stesse opportunità di un etereosessuale di trovarsi un partner e vivere con lui una normale relazione amorosa.

Pasolini era un intellettuale, aveva di certo un po’ più di potere dei ragazzi che frequentava, ma non era il Potere, il potere economico, il vertice del potere politico; non si è costruito un sistema prostituente, non ha usato risorse pubbliche per costruirselo, non ha ostentato un discorso pubblico volto a legittimare la prostituzione come modo naturale per accedere alle risorse, al lavoro, alla carriera, alla politica; ha avuto rapporti mercenari in situazioni tali da poterci rimettere anche la vita, ma non ha elevato la mercificazione a ideologia.

Il confronto con i preti pedofili è ancora più azzardato. I minori abusati sono stati anche bambini e bambine. Minori che veniva affidati alla cura e alla custodia dei religiosi, da parte di genitori assolutamente fiduciosi. Gli abusi potevano avvenire mediante coercizione e violenza diretta.

Anche dei preti si può dire che la loro condizione di celibato forzato li induce a relazionarsi in modo abusivo con i minori. Questo non è del tutto certo. Un’altra spiegazione dice che sono i pedofili a orientarsi verso la chiesa, così come possono orientarsi verso tutte quelle situazioni educative e sportive, che consentono loro di avere l’opportunità di approcciare minorenni. Ad ogni modo, il punto focale della polemica con la chiesa cattolica non ha riguardato il fatto che vi siano stati e vi siano preti pedofili, se tanti, se pochi, quanto appunto la questione del celibato come condizione a rischio e soprattutto il comportamento delle autorità ecclesiastiche volto a coprire i responsabili di pedofilia, a non denunciarli alle autorità civili, a trasferirli da una parrocchia all’altra mettendoli sempre e nuovamente nelle condizioni di nuocere ancora.

Il comportamento di Pasolini può essere discutibile, visto nello specchietto retrovisore, ma l’intento dei paragoni di Sgarbi e Ferrara è quello di censurare le discussioni su Berlusconi e la Chiesa cattolica, come si usa nelle chiamate di correo. Pasolini discutiamolo pure, ma nei paragoni, per essere davvero coerenti, evitiamo di fare violenza ai contesti e al senso delle proporzioni.

2 pensieri riguardo “Ferrara abusa di Pasolini”

  1. Minore in ambito sessuale si intende sotto i 14 anni (per lo meno per la legge italiana è così); ma dato che l’Italia è sostanzialmente puritana e sessuofoba si generalizza volutamente e demagogicamente facendo coincidere la maggiore età (18) con quella del consenso sessuale (14). Stesso discorso per la censura filmica e pornografica ai minori di diciotto anni: assolutamente assurdo. Da qui anche il continuo uso deprecabile di “pedofilia” in luogo, semmai, di “pederastia”, quando si parla di rapporti sessuali consenzienti tra adulti e minori (si veda anche il caso B). La prostituzione, o la frequentazione di luoghi di aggregazione sociale come club privé, è chiaro che invece necessiti della maggiore età.

    Se continua così, in questo paese mai stato così ipocrita, tanto vale fare una proposta di legge che innalzi l’età del consenso sessuale a diciotto.

    La vita sessuale di Pasolini è un argomento delicato. Ma non accadrebbe quel che accade (vdi tuo post) se ci fosse coerenza intellettuale . da parti di tutti – sulle questioni di sesso. Coerenza, conoscenza, coscienza.

    E non mi puoi chiamare un adolescente “bambino”. In questo sei veramente la versione al maschile di Lorella Zanardo che amava definire “bambine” le 17enni.

    Mi piace

  2. non vedo problema… se esamini la storia di ferrara noterai che è sempre stato sul carro del padrone; da quando stava a mosca a cavallo del pc borghese, al suo ritorno in italia con le proteste a torino (sino a quando il partito fu sconfitto!), alla transumanza alla corte del cinghialone per poi passare, armi e bagali, alle dipendenze del padrone di forza italia…..
    anche il suo passaggio al foglio, sino all’abbandono nel momento in cui si profilavano riduzioni ai fondi all’editoria…
    io lo definirei senza tema di smentita un opportunista eccezionale.
    Quando sento parlare di lui mi viene alla mente una poesia di Carducci,
    …………………………
    …..Ma oggi sono una celebrità.
    E so legger di greco e di latino,
    E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtú:
    Non son piú, cipressetti, un birichino,
    E sassi in specie non ne tiro piú.
    ……………..
    — Ben lo sappiamo: un pover uom tu se’.
    Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse
    Che rapisce de gli uomini i sospir,
    Come dentro al tuo petto eterne risse
    Ardon che tu né sai né puoi lenir.
    …………..
    MA (nè) io sono per anche un manzoniano
    Che tiri quattro paghe per il lesso.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...