I notav e gli antimeridionali

Salvini Giletti

C’è una evidente differenza tra essere notav ed essere antimeridionali. I notav si oppongono ad un progetto, un fatto: un opera inutile e dannosa, costruita contro la volontà delle popolazioni locali. Gli antimeridionali si oppongono a delle popolazioni e le danneggiano attraverso stereotipi negativi: sono fannulloni, sporchi, incivili, mafiosi, etc.

A volte, a far da bersaglio a questo comportamento offensivo è Napoli, la città simbolo del sud. Ai tempi delle migrazioni meridionali, Napoli al nord poteva essere un insulto, sinonimo di terrone. Quando facevo il cattivo, la mia nonna piemontese spesso mi chiamava Napoli.

Molto prossime a questo comportamento sono le dichiarazioni televisive del presentatore Massimo Giletti che, in presenza di Matteo Salvini suo ospite in trasmissione, ha definito Napoli una città sporca e indecorosa; il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha quindi annunciato querela per diffamazione; lo scrittore Erri De Luca si è dichiarato dalla parte di De Magistris.

I giornali di destra vedono lo scrittore in contraddizione: prima ha difeso la sua libertà di parola, il suo diritto di dire e rivendicare la giustezza del sabotaggio della Tav e ora si schiera contro la libertà di parola di Massimo Giletti su Napoli. Evidentemente, i giornali di destra non vedono differenze tra l’essere contro la Tav e l’essere contro Napoli.

Il foglio de luca giletti

Tuttavia, è vero che il sabotaggio può essere reato e che tra offesa e libertà di parola può esserci un confine labile, che non è sempre possibile riconoscere e fissare in modo automatico. Violare un cantiere, tagliare le reti con le cesoie, impedire, ostacolare i lavori, può essere ritenuto giusto politicamente e moralmente, ma al tempo stesso, date le leggi vigenti, può essere un reato. Io sono d’accordo con il movimento notav e con Erri De Luca, ma sono poco convinto che la difesa di una opposizione anche violenta (che fa violenza alle cose) e delle parole che la sostengono, possano iscriversi nella libertà e nel diritto. Sono a tutti gli effetti atti di disobbedienza civile. E così andrebbero praticati e condotti: non rivendicando un diritto, ma assumendosene la responsabilità. Violo la legge, perché lo ritengo giusto e me ne assumo la responsabilità, con il mio volto, il mio nome, anche andandomi a costituire. Un movimento lo può fare con tante persone. Non chiedo di non essere processato, chiedo che la sentenza sia più giusta della legge.

Su questo piano non può esistere alcuna contraddizione tra il sostenere il sabotaggio della tav e il sostenere una causa di diffamazione contro chi offende il sud. Dubito che Giletti e Salvini possano appellarsi alla disobbedienza civile per insultare Napoli e i meridionali. Nel caso, una sentenza più giusta della legge dovrebbe essere nei loro confronti molto più severa.

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