redipicche

Mi sono sempre ritenuto una persona che non odia. Mi piace poco, è vero, la retorica edulcorata e paludata, preferisco un linguaggio polemico, schietto e diretto. Preferisco la parola nemico ad avversario, senza per questo considerare il nemico una entità mortale.

Rimpiango il vecchio sistema politico, perché aveva tanti nemici accettabili: i democristiani, i socialdemocratici, i liberali, i repubblicani, i socialisti craxiani. Oggi, l’unico nemico accettabile è il partito democratico. Gli altri, i populisti, le destre, sono al limite e spesso oltre il limite di quel che mi sento di riconoscere legittimo.

Non ho esperienza di un confronto diretto con il fascismo, né mai l’ho cercata. Probabilmente odio i fascisti, proprio nel rifiuto dell’odio. In questi anni, in effetti, mi sono messo ad odiare gli odiatori. Odio i razzisti, odio i maschilisti, odio gli islamofobi, odio gli antisemiti. Alla fine, odio un bel po’ di gente.

Mi esprimo verso di loro nei termini di censura, di sanzione. Nei confronti di tutti questi soggetti provo un senso di repulsione, mi fanno rabbia, paura, e desidero la loro eliminazione (politica).