Sinistra riconoscibile

sinistra italiana

Sinistra italiana si è presentata al teatro Quirino di Roma. Poco attraente, riguardo idee e personale politico, è un tentativo di riunificazione in un soggetto politico di sinistra. Una sinistra non rivoluzionaria, ma riconoscibile. E di dimensione nazionale. Spero che il processo di riunificazione proceda, perché nessun frammento da solo può avere la credibilità, né la prospettiva di crescere su se stesso; le divergenze sulle alleanze non giustificano una divisione, né la giustifica la preferenza di una nascita dal basso. Un soggetto politico può nascere per impulso dall’alto a partire dalla formazione di un gruppo parlamentare.

Dal 2013, il sistema politico non è più bipolare. Da circa un ventennio, gli eredi moderati del PCI vogliono costringere il sistema politico italiano nel bipolarismo e nell’alternanza di governo. Il modello è buono se si pensa all’alternarsi di liberalconservatori e socialisti in molti paesi europei. Ma in Italia non abbiamo i liberalconservatori e i socialisti; abbiamo una destra anticostituzionale e una sinistra maggioritaria che supplisce al ruolo dei liberalconservatori. Due decenni di sistemi maggioritari non hanno modificato la fisionomia dei due schieramenti, semmai l’hanno radicalizzata: il centrodestra a guida Salvini è più anticostituzionale, la sinistra moderata a guida Renzi è più liberalconservatrice.

A questo schema, superandolo, si è aggiunto il M5S, un partito ibrido, viscerale, che raccoglie i delusi di destra e di sinistra, che mescola insieme istanze ambientaliste, di sinistra sociale, xenofobe e populiste. La nuova Sinistra italiana si compone anche di fuoriusciti dal M5S. La presenza del M5S toglie spazio a Sinistra italiana, ma nello stesso tempo le consente di non costringersi in un ghetto di estrema sinistra obbligata a scegliere tra l’isolamento e l’alleanza subalterna con la sinistra moderata. Come è stato preannunciato per Roma, ad un eventuale ballottaggio tra un candidato del M5S e un candidato del PD, la scelta dipenderà dalla compatibilità dei programmi. La politica dei due forni non è più una prerogativa del centro, poiché anche nell’assumere la logica del meno peggio, non è scontato che il meno peggio sia il PD.

Ma a cosa dovrà essere compatibile un programma? Ad una politica che assuma il punto di vista autonomo del lavoro dipendente e dei ceti sociali più deboli, la rappresentanza autonoma dei loro interessi. Autonoma, quindi alternativa all’idea che il benessere degli ultimi dipenda dallo sgocciolamento degli incrementi di ricchezza dei primi, che è poi la nuova politica del PD ovvero la vecchia politica liberale.

Un pensiero riguardo “Sinistra riconoscibile”

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