PD in contraddizione tra Marino e De Luca

elle-kappa de luca bindi

Stavolta ha ragione Stefano Esposito: bisogna usare per De Luca lo stesso metro usato per Marino.

In verità, l’analogia è ingenerosa nei confronti di Ignazio Marino, che con ogni probabilità è stato solo sprovveduto nell’affidarsi ad uno staff che ha pasticciato nel registrare rimborsi spese di modesta entità, incrociando in ritardo e a caso le date degli scontrini con le date dell’agenda del sindaco. La situazione di Vincenzo De Luca è più pesante. Già da candidato a presidente della Campania, aveva al suo attivo: un reato estinto per prescrizione; tre condanne in primo grado; due procedimenti in corso. Ed ora una indagine per corruzione. Dopo aver insultato pubblicamente Rosy Bindi, la presidente della commissione antimafia.

Eppure nel caso di De Luca, il PD vuole attendere l’esito delle inchieste della magistratura. Nel caso di Marino invece ha preteso le dimissioni del sindaco e quando non le ha ottenute, ha obbligato i suoi assessori e i suoi consiglieri a dimettersi, fino a reclutare consiglieri dell’opposizione per ottenere il numero di dimissionati necessario a far decadere il consiglio comunale. Attendismo per De Luca che resta in sella, iperattivismo per Marino, pur di disarcionarlo subito.

È legittimo che ogni partito si dia il suo metro. Un metro esigente, se vuole che i suoi rappresentanti siano come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto. Oppure un metro garantista, se nonostante le inchieste vuole considerare i suoi rappresentanti innocenti fino a prova contraria. Può anche usare un metro valutativo e a seconda della persona e della situazione cercare di capire se può fidarsi dell’onestà del suo rappresentante.

È invece scorretto che un partito accantoni la questione giudiziaria oppure la strumentalizzi in base a valutazioni di ordine politico. De Luca è un notabile radicato nel suo territorio, ha il consenso, quindi aspettiamo l’esito della magistratura. Marino non sa amministrare o non amministra come vogliamo noi, in ogni caso non ci piace, quindi sfruttiamo l’incidente degli scontrini per farlo cadere.

Questo modo di connettere o di sconnettere giustizia e politica è inaccettabile. Con una tale arbitrarietà ci si dimostra forti con i deboli e deboli con i forti. Era questo il senso vero della distinzione tra il Renzi 1 e il Renzi 2.

Articoli correlati:
Sa difendersi da sola, va lasciata sola?
Perché il PD vuole cacciare Marino?
Il pretestuoso e il pilota automatico
Perché Ignazio Marino si dimette?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...