I «nostri» valori esclusivi

democrazia

In difesa dei nostri valori si proclama chi vuole la guerra e chi vuole la pace (o la politica). Chi vuole la guerra intende difendere i nostri valori da un nemico religioso o ideologico. Chi vuole la pace (o la politica) intende difendere i nostri valori anche dagli eccessi immunitari dei paladini che vogliono la guerra, perché la contrapposizione, l’intolleranza, la paura, l’uso reattivo della forza sono una minaccia per la libertà e la democrazia.

Questa differenza mostra che noi siamo divisi anche nei nostri valori, che noi non siamo un noi, come sistema di valori, abbiamo un rapporto diverso e controverso con i principi ufficiali che proclamiamo. Siamo vari ed eterogenei come lo è quell’altro mondo a cui una parte di noi si immagina contrapposta. Parliamo di Occidente e di mondo islamico, due entità più astratte che reali, se considerate nella loro effettiva disomogeneità.

Forse questo pensiero è inopportuno, perché divide e disorienta ancora di più, perché dobbiamo essere uniti, a me però fa vedere qualche fantasma in meno, mi fa sparire l’immagine di quelli che odiano i nostri valori, la nostra civiltà, intesa come civiltà della libertà e del benessere. Non ne capisco il senso, ogni essere umano aspira ad essere libero e a stare bene. Cosa ci può essere di odioso nel poter fare una vita dignitosa e nell’essere liberi di dire quello che si pensa senza rischiare di essere ucciso o finire in carcere?

Ci è andato vicino Alfio Marchini, che però è riuscito a dirlo molto male, a rappresentarsi l’invidia dei più scarsi e, giustamente, è finito nello stupidario dell’Espresso.  È l’odio degli esclusi, perché i nostri valori sono esclusivi e non una promessa di condivisione per tutti. Qui, può esserci un principio di risposta sul che fare, per prevenire la guerra e il terrore: essere disposti a condividere.

lanzichenecchi

Il terrorismo di matrice islamista che colpisce in Francia è letto da molta opinione pubblica, come un attacco dell’Islam o della sua parte più radicale contro i valori occidentali di democrazia, laicità, libertà di espressione. In tal modo, gli attentatori sono visti come l’avamposto violento ed estremo di una comunità ostile. Una presunta comunità islamica a cui viene chiesto di dissociarsi.

Io aderisco ad un’altra lettura. Quella che vede giovani francesi figli di immigrati dalle ex colonie, che si sentono esclusi dai valori occidentali e da un modello di benessere. Ritrovano un senso e una idea di riscatto nell’incontro con l’islamismo politico, le sue componenti più fanatiche, ed entrano in azione a modo loro in concomintanza con la ripresa dell’esposizione occidentale nella guerra in due paesi musulmani, l’Iraq e la Siria, e con l’efferata propaganda mediatica del nuovo sedicente califfato.

Il terrorismo di questi giovani fanatici può colpire in ogni luogo. La prevenzione che si affida alla chiusura e alla sicurezza ha efficacia limitata e costa libertà. Così, la vera minaccia per i nostri valori, non è data in primo luogo dall’islamismo violento, bensì dal modo di fronteggiarlo. Dalla contrapposizione identitaria, fatta di intolleranza e aggressività nei confronti dei musulmani in Europa; di atti discriminatori in contrasto all’immigrazione o verso persone ritenute sospette; di consenso all’interventismo militare in paesi musulmani.

Mentre una maggiore sicurezza può essere meglio garantita dalla coerenza con i proclamati valori occidentali. Una politica di integrazione in Europa e di superamento di ogni impostazione neocoloniale nei rapporti con i paesi del Medio Oriente.

4 pensieri riguardo “I «nostri» valori esclusivi”

  1. Io ho appena letto, e la fonte è certo non occidentale, che le donne di raqqa festeggiano l’arrivo delle bombe perché in quei pochi minuti possono prendere un pò d’aria. Boh, per me questo è sufficiente per capire chi rappresenta il meno peggio valoriale

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  2. altissima. io credo che sia il migliore esempio di menopeggismo. al pari di quelle donne siriane che scappate dai territori occupati dallo stato islamico giunti in zona curda si sono tolte il velo. se colpa ha l’occidente, e ce l’ha, è quello di aver voluto esportare la democrazia e di avere voluto, non credo solo per ragioni economiche va detto, voluto abbattere le satrapie mediorientali ma comunque non confessionali. Saddam, Gheddafi, Assad…. per fortuna nessuna voce si è alzata conto Al Sisi in Egitto. e credo che d’ora in avanti interventi a favore delle primavere arabe fortunatamente non ce ne saranno più. chiunque un minimo esperto di geopolitica avrebbe capito quanto fallaci siano stati questi esperimenti

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