Il cordoglio per il cane Diesel

Cane Diesel

A margine della discussione sul gap empatico per le vittime di terrorismo dei diversi paesi, vi è quella sul cordoglio per Diesel, il cane poliziotto francese ucciso durante gli attenti di Parigi. Per alcuni, il cordoglio per il cane è prova di una più elevata sensibilità e civiltà, per altri è la prova del fatto che persino un cane è più importante degli esseri umani dei paesi più martoriati del mondo. Tra i commossi per l’animale ucciso, possono esserci entrambi; bisogna vedere per ognuno cosa significhino gli animali o i cani in particolare.

Va considerato che, oltre al tradizionale amore per gli animali, esiste una corrente di pensiero, animalista, antispecista, che influenza anche chi non vi aderisce in modo esplicito e consapevole. Io, per esempio, non ne faccio una salda convinzione ideologica su cui costruire barricate, ma sono portato a pensare che non esista una autentica discriminante di valore tra gli esseri viventi, tale per cui sia certo e sicuro che gli esseri umani valgano di più o sempre di più degli altri animali. Tendo a pensare che il valore della vita sia uguale e che dovremmo sempre più preoccuparci di tutelare la vita e l’incolumità degli animali come tuteliamo la nostra.

Questo non è un astratto idealismo, è la concretezza dei nostri sentimenti in tante case, dove il cane è il membro più amato della famiglia o il compagno prezioso di una vita, l’argine alla solitudine assoluta. Molti di noi, nel vedere l’immagine di quel cane ucciso, morto sul selciato, sono andati alla memoria del momento molto doloroso in cui hanno visto il corpo senza vita del proprio cane, appena soppresso. Non è stato diverso dal perdere un parente o un amico, forse è stato peggio.

Sono educato a trattenere le lacrime, così piango molto di rado e per poco, lacrimo senza piangere. Ma ricordo cosa è piangere, piangere a dirotto. L’ultima volta, in effetti, è stato quasi un anno fa, quando è morto il mio cane, avuto per dodici anni.

Da piccolo ebbi una cagnetta di media taglia, un pastore tedesco incrociato con un volpino, tutta bianca. Un giorno una signora si avvicinò a mia madre e le disse: «Anch’io ho avuto un cane così. Ho pianto tanto quando è morto mio marito, e non avrei potuto immaginare di poter soffrire di più. Ma quando mi è morto il cane, è stato molto, molto peggio». Credo che l’amore per un cane si possa sentire così anche nella miseria, sotto dittatura, o in una guerra.

Fissa il tuo cane negli occhi e prova ancora ad affermare che gli animali non hanno un’anima.
(Victor Hugo)

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