Prendere posizione, prenderle tutte

Veltroni Crozza

Un aspetto attraente dell’attivismo politico associato è la possibilità di discutere, confrontarsi, imparare a parlare, fare un discorso, scrivere, pensare, ragionare. Un aspetto meno attraente è che tutto questo pensare e discutere può essere disturbante ai fini di stabilire una linea e sostenerla.

Il buon militante non cerca la verità, non è un filosofo, adotta una linea, la applica e la difende. Reputa validi gli argomenti a favore ed errati gli argomenti contrari. Anche il dubbio è trattato come un argomento contrario. I dissidenti un tempo erano definiti appunto cacadubbi. Nel partito ideologico, la linea si qualifica per il suo contenuto dogmatico e il dubbio contrasta con il dogma. Nel partito amministrativo, la linea si qualifica per il suo contenuto gestionale e il dubbio contrasta con il gestire o con il fare. L’uno e l’altro tendono all’autoritarismo e all’insofferenza per la democrazia interna.

Tuttavia, un partito e qualsiasi gruppo associato è capace di fare del dubbio la sua presa di posizione, cioè di ricorrere ad argomenti quali l’ascolto, la complessità, il pluralismo, la libertà di coscienza, ed usarli come pretesto per non schierarsi, tenersi le mani libere, cercare di coprire nello stesso tempo più orientamenti, più settori sociali, se incapace di elaborare una sintesi. Quando succede così, l’insofferenza si rivolge contro chi prende una posizione, come se il fatto di scegliere fosse in contrasto con il confronto, la discussione, la soggettività degli altri, la possibilità di mantenere la situazione aperta. La parodia di questa condotta è il Walter Veltroni imitato da Maurizio Crozza, che teorizza il partito maanchista italiano.

Interpellato, Veltroni difende il “ma anche” e lo mette in alternativa al pensarla tutti allo stesso modo, il “ma anche” come alternativa al conformismo, al totalitarismo. A me, sembra invece un altro modo di essere totalitario. Anziché imporre una posizione a tutti, appropriarsi di tutte le posizioni. Quello che rimane scartato è assumersi le proprie responsabilità, riconoscere la propria parzialità, scegliere una posizione e metterla in gioco, con il rischio di sbagliare, di perdere; una presa di posizione che dunque si misura naturalmente con dubbi e opposizioni, senza viverli come fossero espressioni di idiozia o immoralità.

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