GPA – E la maternità solidale?

madri con bambino

A chi si orienta contro l’utero in affitto, è posta la questione della maternità surrogata gratuita e solidale. Per parte mia, ne ho una opinione meno negativa, ma comunque negativa. Per almeno tre ragioni.

  • Anche con la maternità solidale esiste una grave incognita sull’identità e il benessere del nascituro. Ignoriamo quali conseguenze possano avere su di lui la separazione alla nascita dalla madre partoriente; la conoscenza della verità sulla sua origine; l’avere più di una madre, l’avere una madre esclusa dal suo nucleo familiare.
  • Anche con la maternità solidale si riafferma una idea discendente dai padri: che i figli siano figli del DNA e non del corpo che per nove mesi li porta in grembo, li nutre e infine li partorisce, corpo che, nella visione patriarcale, funge solo da terra seminata, da contenitore, da incubatrice. A lasciare perplessi non è soltanto la disponibilità di una donna a donare l’uso del proprio corpo per realizzare il desiderio genitoriale di un’altra persona, quanto il fatto che l’altra accetti, voglia o solleciti una tale possibilità, con la messa a repentaglio della vita, della salute, delle risorse di una donna, l’uso di lei come mezzo, per realizzare un proprio desiderio indotto dalla convinzione patriarcale, rinforzata dallo sviluppo di una industria e di un mercato, che l’essenza di essere padre o madre consista in un dato genetico.
  • Anche la maternità solidale può essere sfruttamento, cioé può fungere da copertura formale dell’utero in affitto. Lo dice bene Luisa Muraro: Finché ci sarà l’utero in affitto è inutile farsi illusioni: passerà per donazione quella che è una compravendita (…) la gratuità deve essere certa, come per il sangue e gli organi, certificata da un’autorità affidabile. Non basta: va prevista la possibilità che la donante possa cambiare idea.

La maternità surrogata solidale esalta nelle donne lo spirito di sacrificio, le induce a sacrificarsi, per essere socialmente apprezzate e valorizzate. Infine, tratta lo stesso il bambino come un oggetto. Invece che venduto e comprato, è regalato.

Articoli correlati:
[^] Le donne e 9 mesi di vita trasformati in merce. Non tutto è disponibile – Luisa Muraro, 7.12.2015
[^] Maternità surrogata e diritto dei figli alla conoscenza – Luciana Piddu, 17.12.2015
[^] Cosa vuol dire desiderare un figlio nell’epoca della sterilità – Dacia Maraini, 16.12.2015
[^] No all’utero in affitto – Il dibattito sul sito di «Che libertà»
[^] Quanto davvero ci interessa il destino delle donne (e dei bambini)? – Simona Sforza, 11.12.2015
[^] Il corpo della madre surrogata – Il Ricciocorno 28.03.2015
[^] Madri surrogate, ecco la Carta di Parigi – Daniele Zappalà, 26.12.2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...