Falso dilemma tra unioni civili e lavoro

4 Unioni civili Grecia

A fine 2015, la Grecia approva una nuova legge sulle unioni civili. Quella del 2008 escludeva le coppie omosessuali e nel 2013 era stata condannata per discriminazione dalla corte europea dei diritti dell’uomo. Un giovane filosofo marxista molto controverso, Diego Fusaro, si chiede se non era più urgente il lavoro; afferma che i diritti civili non toccano i rapporti di forza e sono solo un ripiego per i governi di sinistra incapaci di difendere il welfare dalla troika.

Poiché riceve accuse di omofobia, egli risponde che centrale è il conflitto di classe, altri conflitti come quello etero-omo sono meno interessanti e servono solo per destrutturare la coscienza di classe; la lotta all’omofobia è giusta come lotta all’intolleranza contro gli omosessuali, ma diventa essa stessa una categoria dell’intolleranza, un nuovo psicoreato, quando è usata contro chi sostiene che per la nascita di un figlio ci vogliono un padre e una madre e che l’umanità si riproduce tramite la differenza maschile-femminile.

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Mi trovo d’accordo solo in parte. E’ naturale che un marxista dia priorità al conflitto di classe. Dopo di che, dovrebbe occuparsi del conflitto di classe. Se si occupa degli altri conflitti, un po’ di interesse glielo riconosce. Se se ne occupa per arginare il loro effetto destrutturante, potrebbe farlo rivolgendosi ai giusti destinatari. Il conflitto etero-omo è causato dalle discriminazioni messe in atto dagli etero, non dal fatto che gli omo se ne difendano. Se le unioni civili fanno perdere tempo, bisogna rimproverare l’opposizione degli etero-conservatori.

E’ vero che le unioni civili sono una riforma simbolica e che una parte della sinistra ne fa una grande nuova bandiera, dopo avere ammainato le sue bandiere storiche, ma non sono un diritto banale, perché consentono di regolare questioni come l’eredità, l’assistenza medica, la pensione, la separazione; permettono inoltre di usufruire delle detrazioni fiscali e degli assegni familiari. Se si afferma di voler combattere le discriminazioni, si è dunque a favore delle unioni civili, per le coppie di fatto e per le coppie omosessuali. Non si tratta ancora del matrimonio gay. Con il matrimonio sono riconosciuti alle coppie gay gli stessi diritti delle coppie sposate. Con le unioni civili, la legge specifica quali diritti riconoscere. Un nodo riguarda le adozioni, che per adesso la legge greca esclude.

2 Unioni civili Grecia

Sulle adozioni mi sento tendenzialmente favorevole o molto possibilista; voglio però conoscere meglio le posizioni di quelle femministe che sono in dubbio o contrarie. Non credo debba qui scattare subito l’accusa di omofobia, come purtroppo accade, poiché presumo la contrarietà riguardi, non l’orientamento sessuale, ma l’appartenenza sessuale maschile dei due eventuali genitori gay. Le stesse femministe sono infatti favorevoli alle adozioni per le coppie lesbiche.

Sull’uso intollerante della categoria di omofobia vorrei essere comprensivo. Può succedere che un gruppo a lungo discriminato sia tentato, in modo strumentale o per convinzione, di giocare la carta del vittimismo al fine di acquisire vantaggio morale in una contesa. L’esempio più noto è quello di Israele che accusa di antisemitismo chi si oppone all’occupazione dei territori palestinesi, all’annessione di Gerusalemme Est, alle rappresaglie ridefinite come diritto all’autodifesa. Allo stesso modo può capitare che una parte dell’associazionismo gay accusi di omofobia chi si oppone alle adozioni o allo sfruttamento delle donne con l’utero in affitto, peraltro sollecitato soprattutto da coppie eterosessuali.

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Senza con ciò nulla togliere al fatto che tra oppositori e critici ad Israele o alle rivendicazioni LGBT, gli antisemiti e gli omofobi effettivamente, esistano e che è sempre giusto contrastarli con decisione e senza ambiguità. Forse, il compagno Fusaro potrebbe provare a sfoltire nei suoi articoli un po’ di ambiguità.

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