Il gioco della torre di Colonia

Colonia San Silvestro

Sui fatti di capodanno a Colonia e in altre città tedesche ne sappiamo ancora troppo poco per attribuirgli una natura diversa da quella di fatti analoghi che accadono alle feste della birra, a carnevale o nei campus universitari: maschi, gruppi di maschi che molestano e violentano donne. Quelli di Colonia, secondo le testimonianze, erano in buona parte immigrati dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale. Questo porta a mettere sotto accusa la linea dell’accoglienza di Angela Merkel, a vedere nell’Islam il mandante culturale della misoginia violenta e nell’immigrazione il suo esecutore. Chi si sente coinvolto in una guerra di civiltà, o soltanto ha paura dello straniero, vede nei fatti di Colonia uno stupro etnico e un attacco ai valori della civiltà occidentale.

Se i molestatori di Colonia erano in gran parte migranti, l’immigrazione qualcosa c’entra: per essere una situazione favorevole, un fattore di disordine, date le condizioni di accoglienza, per la concentrazione di giovani maschi, per la mancanza di reputazione individuale in territorio straniero, per l’idea egocentrica forse diffusa tra gli stranieri del sud e dell’est, peraltro non estranea ai maschi nostrani, che le donne occidentali, poiché più libere, siano molto più disponibili. D’altra parte, questo è suggerito da una vasta pubblicistica para-pornografica.

L’origine straniera dei molestatori non può essere un’attenuante nel giudizio sulle molestie e le violenze e la denuncia delle donne aggredite va presa sul serio. Ma non può essere neppure un’aggravante. A doversi aggravare è il giudizio sulla violenza maschile in Europa e nel mondo. Se i fatti di Colonia sono potuti accadere e sono divenuti noti solo dopo quattro giorni è anche per la debole reazione della polizia e per l’iniziale silenzio dei giornali di ogni orientamento. Sarà stata l’impreparazione, la paura di alimentare la xenofobia, ma sarà stata pure la consueta sottovalutazione della violenza sessista. Uomini e donne misurano in modo diverso la violenza. Quello che per le donne è già violenza, per gli uomini è ancora soltanto maleducazione. Così pensano gli uomini poliziotti, giornalisti, politici.

Colonia manifestazione

Sappiamo che la violenza sessista non è solo espressione di arretratezza patriarcale, ma anche di rivalsa maschile alla libertà femminile. Dunque, è ingenuo scusare un migrante come fosse un selvaggio da civilizzare. I molestatori stranieri vanno perseguiti, come si fa con i molestatori autoctoni. Tuttavia, proprio gran parte dei casi di denuncia attribuiti a molestatori e violenti nostrani finisce archiviato, e la gran parte dei rinviati a giudizio finisce assolto. La responsabilità è individuale e ogni individuo è innocente fino a prova contraria. Questo dice la civiltà giuridica occidentale. Così, come sostiene la polizia tedesca, sarà difficile poter ricondurre a reati individuali i fatti di Colonia. Da qui la tentazione di infliggere colpe e punizioni collettive contro i migranti e i musulmani.

La chiusura ai migranti fa parte delle condizioni di accoglienza dei molti che sono già tra noi, soffia sul fuoco delle tensioni comunitarie, provoca situazioni di violenza e di morte ai confini e nei tragitti migratori via terra e via mare. Senza con ciò aumentare la sicurezza delle donne. Nella contrapposizione tra noi e loro, le donne diventano le nostre donne, territorio e oggetto di contesa tra patriarcati in guerra e la libertà femminile si affida alle concessioni del patriarcato più buono o presunto tale. Il mettere in alternativa la libertà delle donne e la salvezza dei profughi è un gioco della torre che ci domanda se vogliamo buttare giù il femminismo o l’antirazzismo, la donna o il migrante; è un falso dilemma perché è improbabile la salvezza e la libertà di una sola parte, senza o contro la salvezza e la libertà di tutti.

Se nell’immediato in questa circostanza, crediamo di non saper trovare una sintesi, possiamo parafrasare Ben Gurion: combattere il razzismo come se non esistesse la violenza sessista compiuta da migranti; combattere la violenza sessista compiuta da migranti, come se non esistesse il razzismo. Combattere la violenza sessista, in ogni caso.

6 pensieri su “Il gioco della torre di Colonia”

  1. penso che i molestatori di Colonia ritenessero le donne occidentali sgualdrine (a causa del fatto che non si coprono da capo a piedi) molto prima di scoprire la nostra pornografia.
    Il problema è che ai molestatori di Colonia (ce sono una minoranza dei migranti musulmani ma una minoranza inquietante) piace la birra occidentale ma non la libertà delle donne occidentali. Tu mi dirai non piace neanche ad alcuni maschi occidentali vero purtroppo ma questi maschi vivono in una società laica in cui per le donne e per tutti va meglio rispetto alle società da cui provengono i molestatori di colonia (o i loro genitori) dove se una donna scopre mezza caviglia è “disonorata” come succedeva in Sicilia sessant’anni fa

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  2. La cosa puzza di bruciato come tante altre cose in questi ultimi tempi. La mia domanda è: sarà mica una bella invenzione della merkel per giustificare un futuro irrigidimento della politica di accoglienza?

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  3. Ci sono già arresti e persone indagate (crca una ventina) per le molestie. Le molestie ci sono state e anche le denunce. Niente razzismo ma neanche negazionismo e complottismo

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  4. Boh io so che la polizia ha escluso una organizzazione dietro. Credo che si tratti di gente eccitata dall’alcool e che ritenendo che ogni donna non velata sia una sgualdrina ha agito in linea con le sue convinzioni sessiste e sessuofobe

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