Mettere i bulli in minoranza

bulli
Il bullo è un prepotente di ogni ceto che fa un crudele gioco di potere: lui si diverte e guadagna in prestigio, la sua vittima soffre e sopporta il disprezzo. In genere è il capo o il protetto di una banda. Può diventare vittima, perché il bullismo regola la stessa gerarchia dei bulli. La vittima può diventare bullo, perché bastano uno o due anni per diventare più grande degli altri. Tuttavia, molte vittime dal carattere timido bulli non lo sono mai.

Da soli, il bullismo lo si può contenere con una strategia evitante, che non rivela sofferenza, ma se si è bassi, obesi, fragili evitare è difficile. Le vittime denunciano finché sono ascoltate; restano in silenzio quando genitori e insegnanti mostrano di non esercitare autorità e di sottovalutare o colpevolizzare le vittime, perché inadeguate, provocatorie o incapaci di difendersi. Alcune teorie psicologiche equidistanti offrono a queste reazioni, una patina di competenza.

L’autoritarismo, come il lassismo, esprime un difetto di autorità e rinforza la legge del più forte. Quindi, le punizioni esemplari sono sbagliate. Tuttavia, l’essere un impunito fa parte dello status del bullo. Allora, è inefficace pure la comprensione pregiudiziale che vede sempre un soggetto problematico, più da curare che da educare, comunque, da tollerare. Peraltro il bullismo è tollerato anche tra gli adulti – dai maltrattamenti familiari, al mobbing, all’aggressività nei dibattiti – e costituisce di fatto un modello educativo.

Occorre un contesto cooperativo nel quale la prevaricazione sia disapprovata e frustrata. Da una inchiesta nelle scuole superiori di Ferrara risulta che l’86% avverte la presenza del bullismo; il 35% fa finta di niente; il 42% si diverte e fa il tifo per il bullo, il 19% cerca di contrastare quanto accade; il 3,5% ha paura. I bulli sono poco più di un decimo, ma hanno la maggioranza.

Riferimenti:
Il bullo e la vittima: due facce della stessa medaglia? – Patrizia Mattioli, Il Fatto 29.01.2016
L’inchiesta nelle scuole superiori di Ferrara è citata in: Odiare, Marcella Ravenna, Il Mulino, 2010

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