Non credere di avere dei diritti

Non credere di avere dei dirittiNon credere di avere dei diritti è un libro della Libreria delle donne di Milano, pubblicato nel 1987, che racconta le pratiche del femminismo milanese dagli anni ‘60 agli anni ‘80: i piccoli gruppi di donne, l’autocoscienza e l’affidamento.

Ho letto questo testo solo nell’autunno del 2014, per conoscere il femminismo della differenza e verificare la corrispondenza di quanto gli è talvolta attribuito: l’avere una visione moderata, volta a conciliare il femminismo con una realtà sessista come quella italiana.

La negazione espressa nel titolo può apparire ambigua per la cultura liberaldemocratica, perché pare contrapporsi alla rivendicazione o alla difesa dei diritti. Inoltre, le pratiche esposte relativizzano il rapporto con l’uomo e di conseguenza l’importanza dell’oppressione.

In realtà, il testo ritiene i diritti non fondamentali per la liberazione femminile e la rivendicazione dei diritti una politica subordinata alle forme politiche maschili, che obbligano le donne a scegliere se mascolinizzarsi o mantenere il vecchio ruolo femminile.

Le autrici raccontano di come le donne, per dire la propria differenza, si riunirono in piccoli gruppi separati, di autocoscienza, nei quali potevano parlare del proprio vissuto ed essere ascoltate. Questa pratica favorì l’identificazione reciproca e unificò le donne meglio di qualsiasi organizzazione.

Attraverso i piccoli gruppi, le donne iniziarono a fare i conti con le disparità ed a sviluppare rapporti sociali tra loro; furono chiamati di affidamento, rapporti nei quali una donna trovava in un’altra donna e non più in un uomo, la mediazione tra sé e il mondo.

A fondamento della liberazione femminile furono così posti due principi: il partire da sé (da cui trarre coscienza dei propri desideri) e le relazioni tra donne (da cui trarre vigore per realizzare i propri desideri).

Due principi che praticano, non la contrapposizione (motivo che fa pensare ad un femminismo moderato), ma la libertà e l’indipendenza dagli uomini e dallo stato (motivo che, almeno per quanto compreso finora, mi fa pensare al femminismo più radicale).

Vedi anche:
Libreria delle donne di Milano
Non credere di avere dei diritti
Rosenberg & Sellier 1987, pp. 192
Sottosopra Verde – Più donne che uomini – Gennaio 1983

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