Guerra al terrorismo e desiderio di simmetria

Tra l’attentato terroristico e le parole usate per dire il cordoglio, il coraggio e la condanna, c’è un grande scarto. Come trovarsi davanti ad una rupe e volerla oltrepassare con dei saltelli. Qualcuno se ne rende conto e allora prova a fare dei balzi più grandi, magari un bel salto con l’asta. Ma la forza di gravità riporta tutti ai piedi della montagna. Così, le parole più risolute sono impotenti come le altre.

L’immagine della montagna evoca una forza invincibile. Sul piano militare, ai terroristi kamikaze basta poco per vincere, mentre nulla è mai abbastanza per perdere. Una esecuzione efferata esibita su YouTube, l’uccisione di qualcuno in una stazione, trasforma i terroristi in feroci e inarrestabili conquistatori.

Gli stati occidentali, invece, rovesciano regimi, conducono raid e bombardamenti, mettono embarghi, producono e vendono armi, uccidono i capi del terrore, pure il capo più importante, contrastano i flussi migratori e provocano la morte di migliaia di migranti, per poi alla fine sentirsi vili, deboli e perdenti, sempre troppo pacifici.

Per questo motivo, paragonare l’Isis al nazismo significa voler adattare i conflitti del mondo odierno agli schemi tradizionali delle guerre tra stati; un adattamento assecondato dallo stesso sedicente Stato Islamico.

Ma la Germania nazista stava dentro uno scontro simmetrico. Vincere era la stessa cosa per Hitler, Mussolini, Stalin, Churchill, e Roosevelt. Per trionfare, i nazisti dovevano conquistare le capitali, non fare un botto mortale ogni tanto in qualche luogo affollato; e per capitolare dovevano perdere la propria capitale e non c’era modo si riformassero un po’ più in là o si disseminassero per il mondo a fare i guerriglieri.

La seconda guerra mondiale si risolse in cinque anni e non si riaprì più. La guerra al terrorismo dura da almeno quindici anni, non se ne vede la fine, né si vedono i progressi strada facendo. Viene da dire che è una guerra senza senso, nella quale è sempre più difficile affidarsi a chi ne rimuove il bilancio, per intensificare l’insensatezza.

Riferimenti:
Attentati Bruxelles, Tony Blair al Corriere della Sera: “Concediamo troppo, contro Isis è l’ora degli stivali sul terreno”
Attentati Bruxelles, Enrico Mentana: “Il nullismo europeo contro l’Isis ricorda il lassismo che aprì le porte ai nazisti”

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