Referendum sulle trivelle. Voto si. Illegittima la campagna per l’astensione

Vietato fare propaganda NON voto

Al referendum sulle trivelle voto si, perché l’ambiente ha la precedenza sul lavoro e lo sviluppo e perché rinunciare al petrolio può indurci ad un consumo più austero o ad investire sulle energie rinnovabili. Certo, sono possibili scelte negative: comprare più petrolio dagli arabi. Le alternative sono aperte, la lotta ambientalista prosegue.

La campagna referendaria è stata caratterizzata, non tanto da un confronto tra il si e il no, quanto da un confronto tra il voto e l’astensione, perché il fronte del no pensa di usare gli astenuti per far mancare il quorum e far fallire il referendum. Ci si è così interrogati sulla legittimità della campagna astensionista. Napolitano ha dichiarato che se la Costituzione prevede il quorum, la scelta di astenersi è legittima. Lo stesso ha fatto Renzi. Questo, tuttavia, non chiarisce se è pure legittimo far campagna per l’astensione. Anzi, è un modo surrettizio per indurre al non voto.

Fino ad oggi l’ho ritenuta una scelta poco onorevole, ma lecita: esiste una regola, quella del quorum; i contrari al referendum la sfruttano per vincere; usano ed anzi auspicano indifferenza, disinformazione, sfiducia, distacco dalla politica, per vincere una competizione che se affrontassero ad armi pari tra si e no, potrebbero perdere. Un mezzuccio, una scorciatoia, come dice Luca Sofri, legittima. Posso aggravare il giudizio, se penso che il mezzuccio è applicato dal premier, dal governo, dal principale partito italiano.

Oggi, mi sono convinto che la propaganda astensionista non può essere accettata neppure sul piano della legittimità. Non si può trasformare il confronto tra si e no in un confronto tra votanti e astenuti e dare indicazione per l’astensione. Il si e il no sono inverificabili nel segreto dell’urna; i votanti e gli astenuti invece possono essere censiti. Se il capo del governo mi dice di non andare a votare ed io ci vado, lui può sapere che gli ho disobbedito. Così, il voto segreto è vanificato. La segretezza della scelta elettorale è una condizione della democrazia.


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