Boschi e Casapound

Maria Elena Boschi - No come Casapound

La ministra Maria Elena Boschi ha dichiarato che i votanti del no al referendum costituzionale votano come Casapound. Cioè, la pensano come i fascisti. Criticata per la sua dichiarazione, la ministra si è giustificata: io sento dire che i votanti del si votano come Denis Verdini. L’argomento è rilanciato dai militanti renziani.

Le due equiparazioni, in realtà, non stanno sullo stesso piano. La convergenza tra diversi no è una coincidenza dettata da motivazioni diverse: la sinistra dice no al rafforzamento dei poteri del governo a scapito del parlamento; Casapound dice no solo al governo in carica, in aderenza alla logica del plebiscito voluto dallo stesso Renzi. La convergenza tra i si è un rapporto di collaborazione, un’alleanza organica. Gianni Cuperlo non ha contrattato la sua posizione con i fascisti; Maria Elena Boschi ha contrattato le riforme sottoposte a referendum con Denis Verdini.

È possibile che la ministra abbia voluto pareggiare critiche e accuse di autoritarismo. L‘Unità è arrivata ad insolentire Carlo Smuraglia, il presidente dell’Anpi, per le sue critiche al ddl Boschi. I sostenitori della riforma rivendicano di essere antifascisti tanto quanto gli oppositori. Questo non gli va negato, anche se accostare la sinistra e i partigiani a Casapound lascia davvero perplessi.

Quello che si può dire è che gli attuali riformatori hanno preoccupazioni e obiettivi diversi da quelli dei costituenti. Nel dopoguerra vi fu una particolare attenzione per la rappresentanza e l’equilibrio dei poteri, avendo alle spalle l’esperienza della dittatura. Oggi, la memoria di quella esperienza è rarefatta, così la preoccupazione verte sulla rapidità delle decisioni e il primato del governo, anche come surrogato di un consenso politico molto più debole di quello che legittimava i grandi partiti di massa.

Insieme, con le preoccupazioni per i rischi autoritari, si è estinto il sentimento della necessità che le leggi costituzionali siano leggi di convivenza mediate e condivise da maggioranze ampie e qualificate, destinate a durare a lungo. Le si tratta invece come leggi ordinarie, per esigenze contingenti, e inferiori all’importanza di un governo, ragion per cui il referendum sulla riforma costituzionale è trasformato in un referendum sul governo. Non è il fascismo, ma si può valutare come una tendenza allo svilimento della democrazia.


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4 pensieri su “Boschi e Casapound”

  1. ha perfettamente ragione la Boschi a ‘sto giro. se dai patenti agli altri, forse prima guarda quanto è candida la tua.

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