L’uso abusivo di Iotti, Ingrao e Berlinguer

Berlinguer contro il bicameralismoÈ almeno dall’estate scorsa, che dirigenti e militanti del PD usano citazioni di Enrico Berlinguer sul bicameralismo, per rappresentare lo storico segretario comunista nei panni di un ispiratore delle riforme costituzionali volute da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, sotto gli auspici di Giorgio Napolitano. Quel che rimane omesso in tali citazioni, è che Berlinguer, se era un monocameralista, era anche un parlamentarista e un proporzionalista. Dunque, difficilmente avrebbe potuto approvare un disegno di riforme che subordina il parlamento al governo con una legge maggioritaria. Inoltre, proprio il suo essere monocameralista si sarebbe mal conciliato con la sopravvivenza di un senato non elettivo con poteri di intervento sulle leggi costituzionali.

Ingrao contro il bicameralismoPochi giorni fa, Berlinguer è stato rievocato proprio da Renzi e questo ha rilanciato l’attivismo citatorio dei suoi simpatizzanti, che hanno diffuso in rete meme antibicameralisti con frasi di Berlinguer, Ingrao, Iotti.

Questo uso strumentale dei grandi dirigenti comunisti ha suscitato la protesta delle figlie e delle parenti: Bianca Berlinguer, Celeste Ingrao, Maria Luisa Boccia. Oltre che, di Enrico Mentana. Mentre Nadia Urbinati ha spiegato come il monocameralismo del PCI non sia alle origini delle attuali riforme.

I renziani hanno risposto che i grandi comunisti non sono proprietà delle loro famiglie, sono un patrimonio comune di tutta la sinistra. Ma l’operazione propagandistica dei meme, non condivide un patrimonio comune, se ne appropria in modo del tutto forzato, non consiste in discorsi e articoli che poggiano su citazioni, ma in manifesti elettorali, che fanno di un volto uno sponsor, sovrapponendo alle sue parole il simbolo del PD e il SI a caratteri cubitali da votare al referendum.

Iotti contro il bicameralismoClaudio Velardi, consigliere ex dalemiano, oggi vicino a Renzi, ha criticato questo tipo di propaganda, non per la sua strumentalità, ma perché rivolta alla parte più conservatrice e stanca del paese, mentre la propaganda del SI dovrebbe far leva sui giovani. Probabile, però, che il confronto referendario interessi più i vecchi che i giovani, sia vissuto come un conflitto autoreferenziale del ceto politico, un voto pro o contro il governo, che poco incide sulla quotidianità sociale.

D’altra parte, è significativo che il renzismo non ritenga di avere da spendere suoi volti particolarmente attraenti. L’Unità ha dichiarato Craxi più padre della sinistra odierna di Berlinguer, eppure la faccia di Bettino Craxi, in effetti molto più congeniale alle riforme renziane, non viene ritratta in meme di propaganda per il SI.

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