Intolleranti troppo tollerati

Jo CoxUn articolo di Repubblica mostra una rassegna di insulti rivolti alla presidente della camera dai giornali di destra, dal M5S, dalla Lega Nord e dal loro seguito sui social media. L’articolo non commenta e non giudica, come se la sola esposizione degli insulti producesse un effetto denuncia. Forse per alcuni, per altri produce rinforzo e rilancio.

Questi insulti, espressione di una cultura intollerante a sfondo sessista e razzista, vogliono colpire la donna al potere e le sue idee in difesa delle donne, dei migranti, della convivenza civile. Una cultura dell’odio che comunica con la violenza verbale fino alla minaccia e all’istigazione, indifferente al rischio di provocare un’assassinio come quello della deputata laburista inglese Jo Cox. Un modo di pensare che nella quotidianità già produce violenza e morte.

Insieme a questo, c’è dell’altro. Ci sono l’indulgenza e l’indifferenza di tanti politici e giornalisti verso i comportamenti violenti. Una neutralità dettata da ragioni politiche, per tenere a bada posizioni umanitarie, femministe o di sinistra, e da ragioni commerciali, per fare spettacolo, generare traffico e pubblico. Agli insulti e alle minacce reagiscono i simpatizzanti, i portavoce, qualche parlamentare, ma in genere tacciano le autorità istituzionali, i leader, i direttori, anche quando si passa il segno in modo inaudito. I giornali, con i loro titoli, si prestano a fare da megafono agli odiatori; sulle agenzie di stampa, gli insulti sessisti, le minacce, le istigazioni diventano «toni alti», «parole forti», «attacco frontale», e le reazioni indignate sono «polemica» o «bufera» (sul violento verbale, magari gettonato ospite dei talk show).

Laura Boldrini e ChinyeryLaura Boldrini è una donna forte, la migliore personalità dell’attuale quadro politico. In rete, non è solo odiata: la sua pagina è seguita da oltre 200 mila fan. Si è esposta più volte, in prima persona, in difesa di Cecilie Kyenge e delle vittime meno note della violenza razzista e sessista. Mantiene le sue posizioni e non si lascia intimidire. Tanta parte della politica, dell’informazione, della società, non sembra altrettanto forte: come quei personaggi che, a scuola o nelle bande di quartiere, non sono il bullo, ma restano indifferenti o tifano per il bullo, che grazie a loro si sente vincente o impunito.

L’Unità, in un articolo peraltro apprezzabile, scritto da un autore un po’ incoerente, ci spiega che «Sebbene sia ormai chiaro a tutti che l’hate speech, ossessivamente ripetuto dai leader e compulsivamente rilanciato dai social network, è una causa oggettiva di violenza e spesso di morte, le società liberali non possono per statuto censurare nessuna affermazione: gli atti sono perseguibili, le parole mai». Il che non è vero. L’ingiuria, la diffamazione, la calunnia, l’istigazione a delinquere sono reati compiuti con le parole e riconosciuti in tutti gli stati liberali. Non c’è motivo di pensarla diversamente quando tali reati si danno un significato politico.

Con ciò, non penso che la soluzione stia nella risposta giudiziaria – valuto caso per caso – ma volerla negare per principio, fa parte di quella confusione che comprende la violenza verbale e la violenza psicologica nella libertà d’espressione e finisce per considerarla accettabile, dunque utilizzabile anche solo di sponda. Al contrario, un padre del liberalismo, Karl Popper, rivendicava «nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti».

One thought on “Intolleranti troppo tollerati”

  1. la Boldrini non mi piace particolarmente, la Kyenge ancora meno. ma trovo talmente rivotanti e vergognosi gli insulti che ricevono e che subiscono da starmi istintivamente simpatici, sui social network paragrillini poi gli attacchi rivolti alla Boldrini sono enormi e vigliacchi. è la prova (come si sta vedendo a Roma dove le unioni civili la Raggi ancora non le fa) che i cinquestelle sono una forza non solo populista ma fascista e va detto con forza. sono fascisti.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...