L’ossessione per il velo islamico

Velo

Tra i temi in discussione sul burkini c’è la discussione stessa. Perché ne parliamo e perché così tanto. Siamo molto divisi, fino al punto da non essere d’accordo neanche sul vero tema in discussione. Per qualcuno, per esempio per me, il tema è la prescrizione su come ci si deve o non si deve vestire. L’idea della prescrizione, più del modo di vestire, dice dell’emancipazione, della libertà e della laicità.

Il burkini è l’ultima puntata della discussione sul velo: gli europei, da almeno due secoli, sono ossessionati dal velo islamico. In Europa, il velo è il simbolo dell’Islam per eccellenza. L’immagine fobica di Eurabia è rappresentata da una donna europea velata con i colori della UE. La paura ostile nei confronti dell’Islam è nobilitata da un ideale maschile profemminile: per la liberazione delle «loro» donne e la protezione delle «nostre».

Salvini-significato-veloEsprimiamo la presunzione arrogante di voler stabilire il vero significato del velo: l’oppressione e la sottomissione della donna. Così, lo percepiamo noi, perciò significa questo; lo dice un iman, c’è scritto nel Corano; non ci interessa il vissuto di chi lo indossa, per moda, per conformismo, per senso di appartenenza, per fede religiosa, per pudore, per opposizione ai genitori; come se i suoi significati fossero falsi. Il velo è indossato da millenni, da molto tempo prima che qualcuno decidesse in modo irriformabile e definitivo che cosa significa.

Diversa è l’idea di laicità. Alcuni la vivono in opposizione alla religione e credono sia laico escludere la religione dallo spazio pubblico: l’esclusione di una sola religione sarebbe un passo avanti nella giusta direzione. Altri vivono la laicità più laicamente come separazione tra stato e chiesa: ogni culto può stare nello spazio pubblico, nessun culto è quello ufficiale.

C’è una disputa identitaria, non solo tra «noi» e «loro», ma soprattutto tra «noi». Di fronte ad una identità diversa, ridefiniamo la nostra identità, in un tempo in cui già attraversiamo una profonda crisi di senso: nel prendere posizione, nel definire la posizione dell’altro, nel ridefinire la propria, diciamo chi siamo noi, se e quanto siamo laici, liberali, femministi, antirazzisti, occidentali, cristiani, etc.

Io, personalmente, percepisco nelle posizioni contrarie al velo, un sentimento di avversione ai musulmani, quella forma di razzismo che si chiama islamofobia, che tende a fare di milioni di musulmani in Europa i nuovi ebrei.

6 pensieri riguardo “L’ossessione per il velo islamico”

  1. quanto ai musulmani nuovi ebrei non perdo neanche tempo a confutare la cavolata.che hai detto, è talmente grossa che si confuta da sola
    sul velo ribadisco che certamente le donne che scelgono di indossarlo sono liberissime, il punto è che cosa rischiano la figlie se liberamente decidono di non indossarlo. Tu mi dirai “ci sono famiglie musulmane molto tolleranti mentre in Calabria un italiano presumibilmente di cultura cattolica ha sparato alla sorella perchè portava la minigonna” bè per prima cosa se critico l’islam non significa che il bigottismo cattolico mi piaccia di più: sono un laicista ostile alle religoni e sì auspico la loro sparizione completa dallo spazio pubblico, seconda cosa ci sono famiglie cattoliche che accettano i figli gay m ciò non rende il attolicesimo gay-friendly, stesso discorso per l’islam.
    l’emancipazione non sta nel ” tutte in topless” ma nel poter stare in topless in spiaggia se lo si vuole senza essere ripudiate o peggio ancora uccise dai propri parenti o dai membri della propria comunità religiosa. Comunque già poter andare in spiaggia in costume intero sarebbe una conquista, noto che gli uomini musulmani vanno in spiaggia mezzi nudi come gli atei, chissà perchè la “tradizione religiosa”, “il pudore” è sempre femminile. i divieti sono sbagliati e controproducenti, spero però di non essere neo-coloniale se preferisco un mondo dove ci si copre e ci si spoglia non per motivi religiosi e se dico che l’idea di società e morale sessuale simboleggiata dal burquini non mi piace. “burka” significa: “lo sguardo maschile, il desiderio sessuale maschile è pericoloso, tu donna devi coprirti per difenderti da questo sguardo sennò sei una sgualdrina”, il burka, l’hijab e il velo in generale sono una scelta ma hanno anche il significato che ho detto. se una donna non si vuole mettere i tacchi a spillo o il bikini non rischia nulla nella sua comunità, una donna che rifiuta il velo cosa rischia nella sua comunità? Rischia la pelle quindi prima di fare relativismo tra occidente laico e società molto meno laiche riflettete. Una donna in bikini in spiaggia l’ha scelto liberamente e se sua figlia vuole un costume intero potrà certamente indossarlo senza rischio, la donna in burquini l’ha scelto liberamente ma se sua figlia volesse un bikini o anche solo un costume intero potrà indossarlo con la stessa libertà? non lo so. Comunque dato che abbiamo stabilito che è un diritto andare in spiaggia completamente coperti (e non ho nulla in contrario) mi aspetto che la prossima battaglia sia l’apertura delle spiagge comuni ai nudisti. tra l’altro il nudismo è unisex, il burkini è riservato alle donne mentre l’uomo va in spiaggia come vuole. “Vietato vietare” va bene ma vale sempre e per tutti: se è un diritto andare in spiaggia con uno scafandro lo è anche andare completamente nudi e nude

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  2. Ho scritto che tendiamo a fare dei musulmani i nuovi ebrei, non che ci siamo già arrivati. I razzismi hanno dinamiche simili e possono concludersi in tragedia. La storia dell’antisemitismo in Europa è molto lunga, non è sempre stata violenta, vi sono state alcune fasi violente che hanno fatto da epilogo a lunghi periodi di pregiudizio e discriminazione relativamente pacifici. I musulmani sono una consistente minoranza religiosa in Europa e sono additati come una minaccia dalle destre xenofobe, vissuti come tale da una parte dell’opinione pubblica, in un clima da guerra di civiltà. Bisogna vedere per tempo il pericolo che i musulmani diventino per l’Europa il nuovo grande capro espiatorio. Ho letto nei commenti su Facebook, che questo mio allarme ha suscitato irritazione e qualcuno mi ha pure accusato di essere antisemita, ma io sono apertamente contro l’antisemitismo.

    Anche il patriarcato, la misoginia, il sessismo possono concludersi e si concludono in tragedia. Questo tema va affrontato di petto e non circoscritto ad una cultura. Prendersela con l’Islam o con le religioni è un pretesto, per evitare di fare i conti direttamente con la mascolinità.

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  3. con la trascurabile differenza che non si conoscono casi di commando di ebrei che nel nome della Torah uccidono vignettisti che hanno irriso Mosè o che fanno irruzione in ristoranti frequentati dai goym ammazzando chi non sa citare il talmud e questo nonostante l’integralismo ebraico esista e sia virulento come ogni integralismo religioso

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  4. è difficile che esista perchè a differenza di cristiani e musulmani, gli ebrei non hanno mai avuto un proselitismo forte, nella maggioranza dei casi non hanno interesse a convertire i gentili (il cristianesimo nacque di fatto quando Paolo di Tarso decise di portare il messaggio di Gesù ai “pagani” in aperta polemica con gli altri apostoli che volevano predicare solo agli ebrei).
    Volevo solo dire che le situazioni non sono sovrapponibili comunque sì il razzismo e le accuse generalizzate non hanno mai giustificazione

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  5. comunque non so cosa faccia più ridere: se un liberale che vieta per legge qualcosa di inerente alla religione o uno di sinistra radicale (come te) che sulla religione diventa ultra-liberale.
    va bene, anch’io penso che il divieto francese non serva a nulla ma ora mi aspetto coerenza: dato che abbiamo stabilito che è un diritto andare in spiaggia completamente coperti (e non ho nulla in contrario) mi aspetto che la prossima battaglia sia l’apertura delle spiagge comuni ai nudisti. tra l’altro il nudismo è unisex, il burkini no. “Vietato vietare” va bene ma vale sempre e per tutti

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