Michela MarzanoHo letto Michela Marzano approvare una sentenza del tribunale civile di Roma. La sentenza multa una donna separata rea di aver parlato al figlio male del padre e l’avverte, nel caso si ripeta, che le condizioni dell’affido potranno essere riviste. Negli stessi giorni ho letto di una sentenza, forse la stessa, del tribunale di Roma, che multa una donna separata, per motivi analoghi: lei aveva accusato lui di avere comportamenti sessualizzanti con le figlie; lui aveva negato parlando di rapporti meramente disinibiti.

Queste sentenze si basano sulla teoria della PAS, la sindrome di alienazione parentale. Secondo questa teoria, nel conflitto di coppia giunto alla separazione, la madre agisce per alienare il figlio dal padre: lei denigra lui agli occhi del figlio e provoca nel figlio, che ha bisogno del padre, una sindrome. La PAS, finora, non è stata accettata dalla comunità scientifica. Ma le associazioni dei padri separati spingono affinché sia assunta nelle leggi e nelle sentenze, se non come sindrome, almeno come forma di disturbo relazionale.

La questione è controversa. Possono esistere madri malevole, ma è molto dubbio abbiano il potere reale di alienare i figli, come è molto dubbio che un tribunale sia in grado di stabilire la verità dei comportamenti e delle responsabilità con una certezza sufficiente e indipendente dal senso comune e dai pregiudizi, senza il rischio elevato di aggiungere danno a danno e sostituire la presunta alienazione dal padre con altre imposizioni e forzature fino alla separazione forzata dalla madre. Inoltre, poiché esiste una diffusa violenza maschile in ambito domestico, difficile da dimostrare, e poiché le donne spesso non sono credute, la teoria della PAS può essere agita, e spesso viene agita, per difendere i padri dalle accuse di abuso e violenza testimoniate dai figli e per controaccusare le madri.

Così, leggere una filosofa femminista, nota firma editoriale di Repubblica, che di norma stimo ed apprezzo, scrivere a favore della PAS, mi ha sorpreso e mi ha dato la sensazione di un tradimento, come leggere una donna che abbandona gli interessi delle donne. Mi si può obiettare: tu sei un uomo; a che titolo puoi dire ad una donna quali sono gli interessi delle donne? In effetti, titolo per dirle non ne ho; ne sento solo l’impulso. Forse, nei paraggi dell’impulso c’è anche il titolo o forse c’è stato in passato.

Michela Marzano non esprime un’altra idea dell’interesse della donna. Lei parla in nome dell’interesse del bambino e si mette in una posizione formalmente imparziale tra padre e madre, sostanzialmente favorevole al padre. La sua posizione può trovare un senso in certi schemi del femminismo paritario, nei quali la parità diventa simmetria nel rapporto tra i sessi; l’essere giusta diventa l’essere equidistante; il superamento dei ruoli e degli stereotipi sessuali diventano il loro ribaltamento e quindi, perché no? sentenze favorevoli ai padri.

Ora, assumendo l’interesse del minore, mi domando se io da bambino o da adolescente avrei desiderato vedere mia madre condannata, sanzionata, minacciata di essere separata da me, per avermi parlato male di mio padre. Per quello che ricordo, credo proprio di no. Neppure vorrei vedere mio figlio nella situazione in cui è un tribunale a parlar male della sua mamma. Non credo di poter essere padre contro la madre di mio figlio. Mi chiedo inoltre se sia più sana per i figli l’ipocrisia di una madre che nasconde le sue opinioni e i suoi sentimenti, pur di salvaguardare figure parentali ideali e immaginarie.

Ricordo che mia madre difendeva sempre mio padre, anche a fronte di comportamenti indifendibili. Da bambino, e ancor più da adolescente, sapevo riconoscere l’evidenza. Ignoro se ciò sia stato nel mio interesse, se mi abbia fatto bene. Molti minori vittime di violenza assistita non hanno una madre che parla male del padre. Anche questa posizione materna è criticabile. Così, una madre può rimanere intrappolata in una doppia accusa: di non difendere il figlio se non denuncia; di alienarlo se denuncia. Una trappola che ingabbia peggio di uno stereotipo.

Altri riferimenti:
[*] Seminario su alienazione parentale a Catanzaro e raccolta firme
[*] Appello per il diritto del minore all’ascolto e alla tutela dalla violenza
[*] Dicono della Pas
[*] Alienazionegenitoriale.org