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Nella giornata contro la violenza, Laura Boldrini mostra un estratto della miseria maschile, che marca il territorio pubblico. Le tocca ogni giorno, come a dover sempre camminare su strade sporche, tra pozzanghere, fango ed escrementi, stando bene attenta a dove mettere i piedi.

Non sappiamo se mostare questo estratto contrasta o alimenta la penosa libera espressione di uomini che si presentano con nome e cognome, ma senza vergogna, poiché il ritrovarsi in un branco digitale gli dà un senso di protezione e legittimità.

Ci ricorda, però, che questa delirante misoginia esiste e attacca molte donne, senza alcun potere ufficiale, che si espongono in pubblico, e vorrebbe avere su di loro un effetto intimidatorio e censorio.

La nostra indifferenza, o peggio la nostra silenziosa e divertita compiacenza, per tacere del lassismo interessato degli amministratori dei social-network, è parte del problema e lo favorisce.

Così, noi uomini, che pensiamo di non riconoscerci in quel branco, abbiamo il dovere di dire e fare qualcosa, almeno quando questo accade sotto i nostri occhi. Se la dignità delle donne non ha bisogno di essere da noi difesa, quella degli uomini evidentemente si.