Il bambino, deprivato della madre biologica, subisce un trauma

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La scienza, per me, è una autorità tra le altre, un pronunciamento ulteriore. E’ significativa la convergenza di più autorità nell’affermare il primato della relazione materna e l’importanza della sua continuità. Ci sono due grandi ragioni contro la maternità surrogata: il rifiuto dello sfruttamento, della compravendita e il valore e la continuità della relazione materna. Chi sostiene una, relativizza l’altra. Io le sostengo entrambe. Chi è favorevole all’utero in affitto spesso ha il mito della tecnologia, della scienza e vede un progresso. Una smentita scientifica può dargli da pensare.

La relazione materna è la relazione primaria. Una presenza accessoria, residuale, è una surrogazione di continuità. Possiamo non renderci conto o non credere all’esperienza, all’intuito, alla scienza, concepire il corpo materno come un mero contenitore da cui, alla nascita, un bambino può separarsi per essere in modo del tutto indifferente consegnato alle cure di chiunque altro, perché ci sembra di non vedere i segni evidenti di un trauma. Potremmo però almeno pensare che le conseguenze di questa separazione sulla madre, sul figlio, siano una grave incognita, un rischio serio che non vale la pena correre in forza di un’idea patriarcale che pensa i figli come figli del DNA. Una grave incognita, un rischio serio sulla nostra umanità, trasformare la riproduzione in un processo di fabbrica.

Il caso limite intrafamiliare si può ammettere. Diverso è costruire un’industria, un mercato, un sistema organizzato di compravendita a livello globale. Regolamentare significa legittimare, aprire la strada all’idea che non c’è niente di male nel fare i figli su ordinazione, venderli, comprarli. Lo sfruttamento non è dato dalla mancanza di regole, ma dalla concorrenza sul prezzo. Una regolamentazione seria implica costi elevati per l’assistenza legale e sanitaria e per la ricompensa o «rimborso spese» della gestante. Non è per tutte le tasche e ci sarà sempre qualcuno in qualche parte del mondo che offrirà lo stesso servizio ad un costo inferiore. Gli inglesi già lo sanno e dispongono sia delle regole che del maggior numero di committenti che si rivolge al mercato clandestino.

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