Se esiste l’istinto materno

L'istinto materno - Madre e figlio

Un vecchio articolo di Umberto Galimberti muove dagli abusi di alcune maestre d’asilo per negare l’esistenza dell’istinto materno. Il testo mi è stato mostrato per sostenere che i tribunali possono anche sottrarre i figli alle madri, senza con ciò rompere alcuna particolare relazione materna. L’affermazione del filosofo andrebbe meglio sfumata, per dire che l’istinto materno non esiste necessariamente o può essere danneggiato, represso. Il manifestarsi di comportamenti antisociali, abusanti, criminali coesiste con comportamenti empatici e sociali, non necessari, ma prevalenti.

L’articolo spiega il legame materno con un argomento diverso da quello genetico: lo fa dipendere dalla formazione di un ormone, poi da un comportamento sociale indotto o acquisito. Quale che sia la spiegazione, quel legame esiste. Altri orientamenti scientifici lo teorizzano, tipo quelli riportati dallo psicoterapeuta Nicola Ghezzani, che cita John Bowlby e Mary Ainsworth, René Spitz e i più recenti studi di neurobiologia. Tuttavia, il punto che a me interessa, non è tanto cosa dimostra la scienza, ma come le dimostrazioni sono usate: se a favore o contro le persone, nel caso della maternità, le donne. L’autorità della scienza non può sottrarre autorità alla donna, alla sua esperienza e volontà soggettiva.

La negazione dell’istinto materno da parte progressista, in genere, ha per sfondo una situazione nella quale si vogliono obbligare le donne ad un ruolo stereotipato, ad essere madri e buone madri che sacrificano tutto alla maternità. Ora, se una donna sostiene di voler fare sesso senza voler procreare; o se in gravidanza vuole abortire; o se al momento del parto vuole rinunciare al figlio; o se accetta il figlio ma vuole anche affidarlo ad altri per poter meglio realizzare i suoi progetti di vita, secondo me, lei può fare tutto questo, la sua volontà, i suoi desideri non sono contro natura; non occorre arrivi uno scienziato a mettere l’imprimatur della giustificazione psico-antro-neuro-biologica e nessun padre può imporle la maternità. Allo stesso modo, se una donna dice di desiderare un figlio e di volerlo mantenere con sé, di nuovo non occorre l’imprimatur scientifico e nessun padre può inibirle la maternità.

Le due situazioni sono giuste entrambe. Non bisogna pensare di pagare un prezzo in una per acquisire qualcosa nell’altra. Questo è quello che è giusto, secondo me, e credo si accordi bene con la volontà del figlio, secondo quanto ricordo di quando ero figlio. Lo stesso mi sento di dire per l’istinto paterno, anche se non gli riconosco la precedenza. Solo un uomo può dire di averlo e manifestarlo. Quando questo è vero, credo si mostri bene fin da principio, durante tutta la convivenza e non solo al momento della separazione. Nelle discussioni che trattano di separazioni e affidamenti, negli uomini si coglie poco l’istinto paterno, si avverte molto di più l’istinto del proprietario d’alloggio o del risparmiatore.

2 pensieri su “Se esiste l’istinto materno”

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