Di cosa siamo capaci

Gli uomini, per il patriarcato, per il femminismo

Il patriarcato giudica gli uomini animaleschi, reattivi e limitati; il femminismo invece dice che gli uomini sono capaci di essere più di questo. Così scrive un manifesto, evidentemente femminista, rivolto agli uomini per sollecitarli in modo rassicurante: a svilirli davvero è la cultura patriarcale. Tuttavia, questa cultura è prodotta dagli stessi uomini che, dunque, si sviliscono da soli. È possibile che la storica volontà di supremazia dei maschi nasca da un senso d’inferiorità. Di certo gli uomini ammettono i propri limiti, fino ad esagerarli oltre ogni ragionevolezza, quando vogliono deresponsabilizzarsi ed essere scusati. L’incapacità di intendere e di volere o l’eccezione per infermità mentale è la linea di difesa nei processi di tanti imputati accusati di crimini e delitti o la modalità narrativa di molti cronisti che empatizzano con il delinquente.

A leggere le aspettative incoraggianti del femminismo verso gli uomini, mi tornano in mente i rimproveri delle figure femminili adulte della mia infanzia, quando mi sollecitavano con frasi tipo: sei intelligente, se solo ti impegnassi, potresti essere un bambino molto bravo. Ne ero gratificato, ma l’impegno mi sembrava troppo rischioso: già considerato intelligente ed accettato, messo alla prova potevo risultare stupido ed essere infine rifiutato. Altri difetti, la pigrizia, l’irruenza, per tacere della stranezza, l’essere un’enigma, mettevano al riparo la stima per l’intelligenza e permettevano di fatto la concessione di molte licenze, pur accompagnate da richiami e sanzioni rituali su uno sfondo indulgente.

Il rimprovero femminile è un rimprovero materno; si associa al calore e all’accoglienza; ti fa sentire a casa. Ormai sei adulto e ti predisponi a corrisponderla; lei che ti valuta di più e da te si aspetta molto di più. Le sue aspettative sono il tuo orizzonte etico. Inizi a studiare le mappe e a procurarti le bussole, per prepararti ad affrontare la lunga marcia che ti condurrà verso quel traguardo così lontano. Probabilmente tu non lo raggiungerai, ma sei quasi sicuro che i tuoi figli, i tuoi nipoti potranno farcela. Intanto, t’interroghi, avvii le tue riflessioni, i tuoi percorsi, con gli inciampi, le battute d’arresto, le regressioni inevitabili. La pesante zavorra della cultura patriarcale nella quale sei nato e cresciuto, non ti consente certo di correre o di volare alto in linea retta. Hai bisogno di aiuto, per corrispondere ad aspettative, che chissà se sono anche le tue.

Con tutto il rispetto per la potenza delle creatrici del manifesto qui sopra – e per la volontà di smarcarsi da patetiche accuse di misandria – è meglio se lo dichiarano gli uomini cosa sono, cosa vogliono essere, di cosa sono capaci, di cosa vogliono essere capaci. Magari, a loro rischio e pericolo.

One thought on “Di cosa siamo capaci”

  1. “Tuttavia, questa cultura è prodotta dagli stessi uomini che, dunque, si sviliscono da soli.”

    Le donne hanno un ruolo determinante nel mantenere questa cultura. Anzi hanno indubbiamente contribuito a crearla nei secoli.

    ps
    noto con piacere che i post più letti sono quelli sul sesso e le molteplici problematiche tra i sessi:
    come ho sempre pensato, tutto parte da lì.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...