Il divieto perverso di allattare in pubblico

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Una giovane mamma è stata allontanata dall’ufficio postale di Biella, perché voleva allattare il suo bambino di tre mesi. Le è stato detto che poteva allattare con il biberon, ma non al seno. L’esatto contrario di quello che suggerisce l’Organizzazione mondiale della Sanità. La signora così importunata ha scritto la sua protesta su Facebook. La ministra Marianna Madia ha preso posizione contro la proibizione di allattare in pubblico ed ha annunciato un provvedimento esplicitamente liberatorio per la pubblica amministrazione. Un flash mob delle donne di Biella si è svolto davanti all’ufficio postale.

Le poste italiane hanno smentito il divieto in modo poco convincente.

Non è affatto vietato allattare il proprio bambino all’interno degli uffici postali (…) Nel caso di Biella la mamma ha allattato nella sala principale dell’ufficio postale e il personale si è reso disponibile a trovare la migliore soluzione affinché potesse prendersi cura del bambino con la dovuta privacy. Per quanto riguarda l’accesso ai servizi igienici, che sono disponibili per i dipendenti e dunque normalmente dietro ai banconi dell’accoglienza clienti, non è possibile accedere per il pubblico per evidenti ragioni di sicurezza. Oggi stesso Poste Italiane contatterà la neo mamma con l’auspicio di ricomporre l’equivoco e invitarla presto nell’ufficio postale con la sua famiglia.

Anche se usa toni più gentili di quelli attribuiti al dirigente postale di Biella, il comunicato delle Poste conferma la convinzione che una mamma che allatta debba appartarsi e nascondersi, per la dovuta privacy. Allattare al seno un bambino che chiede di essere nutrito è la cosa più naturale del mondo e richiede riservatezza solo nel senso che le persone circostanti, compresi i pubblici ufficiali, devono astenersi dal disturbare la mamma, metterla in imbarazzo o a disagio. Lei non è fuori posto, anche se preconcetti e malintesi che nulla hanno a che vedere con il senso del pudore, lo fanno credere. Il seno serve per allattare. Ad allontanarsi e ripararsi nei gabinetti o in spazi dedicati, spetta a coloro che hanno nella testa e negli occhi un oggetto del desiderio, condizionati dalla visione di troppe immagini sui cartelloni pubblicitari, le riviste patinate e i siti per adulti.

Riguardo l’inaccessibilità dei gabinetti al pubblico, per motivi di sicurezza, si tratta di un problema dell’ufficio postale che si è colpevolmente organizzato senza prevedere la possibile situazione di una madre che deve cambiare il proprio bambino, perché si è sporcato. Nel caso, quella madre si arrangia e un dirigente non può scaricare il problema su di lei e allontanarla d’autorità. In difetto è il suo ufficio. Le mamme con i loro bambini piccoli non sono delle recluse, vivono, lavorano, svolgono commissioni, sono libere di circolare e uno spazio pubblico civile si rende capace di accoglierle, si dispone ad assisterle con gentilezza e quando qualcosa non va per il verso giusto, dà loro la precedenza.

One thought on “Il divieto perverso di allattare in pubblico”

  1. il seno ha anche un senso sessuale ed erotico ed è giusto che ce l’abbia ma è la padrona del seno che decide se e quando esercitare questa legittima valenza e certo non la esercita quando allatta

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