Sul no alle elezioni anticipate ha ragione Giorgio Napolitano

In una repubblica parlamentare il governo è eletto dal parlamento. Il parlamentarismo è più democratico del presidenzialismo. Il presidente emerito può interferire con i leader che interferiscono con il presidente della repubblica

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Giorgio Napolitano si è espresso contro le elezioni anticipate.

Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno. In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti. Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno.

Tra i toni sguaiati e violenti delle destre, si trova un solo argomento contro la presa di posizione del senatore a vita: il governo Gentiloni, dopo quelli di Monti, Letta, Renzi, sarebbe il quarto governo consecutivo non eletto dal popolo; le elezioni anticipate restituirebbero la sovranità al popolo. Questo argomento è conforme al punto di vista presidenzialista, ma l’Italia è una repubblica parlamentare; nelle repubbliche parlamentari il popolo elegge il parlamento, il quale elegge il governo. Si può promuovere una riforma in senso presidenzialista, è stato tentato più volte, tuttavia, finché vige un ordinamento fondato sulla centralità del parlamento, è scorretto ed errato denunciare l’applicazione delle sue regole e procedure alla stregua di una violazione della democrazia. Peraltro, rispetto al presidenzialismo, il sistema parlamentare è più permeabile alla partecipazione popolare, dunque è più democratico.

Napolitano è stato criticato anche da parte renziana. Il suo intervento sarebbe inopportuno, perché egli non è più il presidente della repubblica; da ex presidente dovrebbe stare ai margini della vita politica. In realtà, gli ex presidenti della repubblica sono senatori a vita ed hanno i diritti e i doveri degli altri parlamentari, compreso il diritto di esprimere pubblicamente la propria opinione. La loro centralità o marginalità dipende dal sistema mediatico, che decide a cosa dare rilievo. Se le nostre prime pagine sono ancora molto popolate da politici anziani, ciò riguarda la difficoltà del ricambio, non tanto nelle cariche pubbliche, quanto nell’autorevolezza delle voci. I nuovi leader sono poco autorevoli.

Una questione di opportunità si porrebbe se Napolitano fosse entrato in contraddizione con il presidente Matterella. Lo scioglimento delle camere è competenza del presidente della repubblica. Se leader, parlamentari e non, cercano di forzare l’orientamento del presidente della repubblica nel senso della fine anticipata della legislatura, qualsiasi altro parlamentare, compreso un senatore a vita ex presidente, ha titolo, se lo ritiene, di pronunciarsi in senso contrario.

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