La marcia delle donne e gli anni ’70

Il femminismo che si tinge di rosa, rivendica e valorizza il femminile; marcia contro un governo identificato come sessista. Sono fatti di oggi, anche se siamo ancora tutti nell’onda lunga iniziata 40 anni fa.

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Roberto Saviano ha detto di sentirsi dalla parte delle donne che hanno manifestato contro il nuovo presidente degli Stati uniti, ma di ritenere la loro manifestazione una roba vecchia, da anni ’70, mentre il nuovo (che non significa giusto) è Trump. Io non capisco bene questo discorso dove vada a parare; secondo un’amica va a parare nell’effetto mediatico che ottiene. Come che sia, non sono d’accordo: le femministe americane non sono vecchie e Trump non è nuovo.

La manifestazione delle donne americane aveva il rosa come colore dominante, a significare la valorizzazione e la rivendicazione del femminile, ed era contro un presidente, un governo identificato come sessista. Non ricordo una manifestazione così impostata e colorata del ‘900. L’unico precedente che mi viene in mente è quello della manifestazione delle donne italiane di Se non ora quando del febbraio 2011 contro Silvio Berlusconi, il politico italiano forse più simile a Trump.

Come qualsiasi movimento, anche quello delle donne è parziale e non può ottenere il consenso di tutti, ma può essere maggioritario, con più o meno scarto. Bisogna ricordare che negli Usa, Trump ha vinto grazie al sistema del collegio elettorale uninominale che, dai tempi successivi alla guerra di secessione, tutela in modo sproporzionato i bianchi degli stati rurali del sud, per tenere unito il paese. Nel voto popolare, il neo presidente è minoranza per tre milioni di voti.

Va poi detto che gli anni ’70 non sono un periodo vecchio. Molte delle cose che pensiamo, ascoltiamo, guardiamo, leggiamo hanno la loro origine negli anni ’70. Un successo discografico degli anni ’70, potrebbe avere successo anche oggi. Ad ascoltarlo, o a vederne il video, non dà l’idea di un passato remoto lontano quarant’anni. Ben diverso sarebbe stato ascoltare negli anni ’70, canzoni degli anni ’30. Il cambio d’epoca sarebbe risultato immediato ed evidente.

In cosa è nuovo Trump, che ha resuscitato persino il conflitto con i Siuox? Nel fatto che afferma senza argomentare, che usa un linguaggio violento, che catalizza le frustrazioni sociali del ceto medio impoverito, che trasforma i cittadini in odiatori e gli odiatori in elettori? Questa novità, mi pare, sia appunto di quell’altra epoca più lontana, non degli anni ’70, ma degli anni ’30.

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