La patata bollente di Libero il sessismo del giornalismo spazzatura

Vittorio Feltri usa il maschilismo contro Virginia Raggi, ma le donne democratiche non restano indifferenti

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Libero è un giornale che riesce a far parlare di sé attraverso prime pagine odiose o scandalose. Oggi ha ripetuto l’impresa con una foto di Virginia Raggi e un doppio senso: «Patata bollente», che fa da titolo alla prima pagina e all’editoriale di Vittorio Feltri, un volgare sproloquio. Formarsi una cattiva reputazione, serve a darsi e farsi dare una licenza di comportamento, della serie: «cosa vi aspettate da Libero?». Le sparate diventano presto rumore di fondo; per tornare in primo piano, si alza il tiro, si spara un botto più forte, si passa ogni segno.

Virginia Raggi è la sindaca di Roma ed è una donna; Feltri attacca la donna e questo assume un significato evidente ed offensivo per tutte le donne. Ignorare una evidenza così grave sfocia nella complicità. Il seguito è rilevante. Virginia Raggi è difesa da Beppe Grillo e dai dirigenti del suo partito, il M5S: reazione scontata, ma essi iniziano ad indicare nel sessismo la categoria di questo e altri attacchi rivolti alla prima cittadina; forse sono confusi e incoerenti o forse si stanno evolvendo; inoltre lei riceve la solidarietà di tutte e tutti gli altri tra cui Laura Boldrini, Maria Elena Boschi e le donne del PD, già bersagliate più e più volte allo stesso livello da Grillo, dai deputati 5S, dal Fatto Quotidiano, senza ricevere analoga solidarietà dalle donne del M5S (o del Fatto). A parte qualche nota stonata, anche il PD e l’Unità hanno preso una posizione corretta.

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Di recente, Maria Elena Boschi ha osservato come le donne in politica siano spesso attaccate, non per il loro operato, ma in quanto donne. In effetti, è quello che succede. Lo spunto o la motivazione iniziale può essere un errore o una scelta non condivisa, ma poi la modalità con cui si esprime il dissenso o la protesta nega loro autorità, attinge dalla misoginia, mira all’appartenenza sessuale, alla morale sessuale, o si esprime senza il senso delle proporzioni. Sono modalità diffuse in tanta parte del pubblico maschile, anche tra coloro che suggeriscono di ignorare o denunciano la doppia morale e nello stesso tempo vi aderiscono, come fosse ovvio e normale che le donne compagne e alleate sono le nostre donne e le donne avversarie sono le donne del nemico, tutte legittimo bersaglio nei conflitti politici intesi di fatto come guerre tra maschi.

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