Migrazioni e migranti

Verso i migranti mi sento solidale. Mio padre, i nonni, altri parenti emigrarono dal sud al nord, dalla campagna alla città, dall’Italia agli Stati Uniti o all’Australia, per passare dalla sopravvivenza alla vita. Mi sento anche in colpa, perché sono stato solo fortunato a nascere nella parte ricca del mondo, quella responsabile di consumare molto più di quanto produce e di sfruttare le risorse, la manodopera e i mercati dei paesi poveri.

Così penso che le migrazioni derivino inevitabilmente dal colonialismo e dalla globalizzazione e correggano le disuguaglianze: se le aziende delocalizzano in paesi dove i lavoratori costano meno, i lavoratori emigrano verso paesi dove le aziende pagano di più. Le migrazioni sono un problema innanzitutto per i migranti, che devono sradicarsi dal loro ambiente, affrontare viaggi duri e pericolosi, integrarsi in terre straniere, di cui spesso ignorano lingua, leggi e cultura; e lo sono per gli autoctoni che devono misurarsi con la diversità, in tempi di crisi e declino. L’effetto grave delle migrazioni è la xenofobia, che percepisce e rappresenta le migrazioni come un’invasione e spinge i governi a respingere ed escludere: politiche che sono causa di sofferenze, tensioni, clandestinità.

In realtà, le migrazioni possono essere un’opportunità. Sia per i paesi poveri, perché le rimesse dei migranti costituiscono il principale aiuto dai paesi ricchi. Sia per gli stessi paesi ricchi, perché i migranti sopperiscono al declino demografico, lavorano, creano ricchezza, mantengono il welfare più di quanto ne usufruiscono. L’incontro tra religioni e culture diverse, sebbene motivo di conflitto, è una condizione favorevole per progredire nella tolleranza e nella laicità. La cultura patriarcale di molti migranti pare minacciare le conquiste delle donne occidentali, ma può fare da specchio alla nostra cultura patriarcale e favorire una presa di coscienza degli uomini. Anche per queste possibili evoluzioni, guardo ai migranti con simpatia.

7 pensieri riguardo “Migrazioni e migranti”

  1. Condivido. Solo, forse un pò troppo ottimista, l’ordine economico vigente potrebbe mettersi di traverso rispetto ad ad una armonica composizione dei conflitti descritti

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  2. Dimenticata solo una cosa. Vengono utilizzati dai grandi imprenditori come esercito di riserva e fare dumping salariale

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  3. @Jorge
    Se per mettersi di traverso, s’intende crisi e declino, credo questo stia già avvenendo. Il contributo dei migranti lo attenua. Se il declino proseguirà, vi sarà un riflusso migratorio.

    @Gabriele
    Il dumping sociale è un effetto della globalizzazione neoliberista, perché i lavoratori sono messi in concorrenza tra loro a livello globale, sia che restino nel proprio paese, sia che emigrino. Vedi lo scambio tra diritti e lavoro a Pomigliano, sotto la minaccia di spostare la produzione in Serbia o in Polonia.

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  4. È vero Massimo, ma la globalizzazione non copre tutti i settori. Per dire, la bufala campana igp, non la puoi produrre in Polonia. Il dumping salariale può esserci solo con un esercito di riserva, fondamentale per tenere alto il livello di disoccupazione. E stiamo parlando di un settore che copre centinaia di migliaia di aziende, e qualche milione di lavoratori. È un comparto per niente marginale

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  5. E’ vero, l’italia e in crisi più di altri paesi, e gli stranieri residenti e di nuovo arrivo diminuiscono, vanno nelle nazioni dove c’è più lavoro. La paura degli stranieri, che ci toglierebbero il benessere, è irrealistica.
    Egualmente, il neoliberisno, che io preferisco chiamare capitalismo giunto al suo limite storico, crea dappertutto masse umane in surplus rispetto alla capacità di integrazione del sistema. Sono indifferentemente extracomunitari, italiani, americani europei etc, e vanno o già si trovano, in pratica dappertutto. L’esercito di riserva è oggi strutturale come non era in realtà prima, è ciò è colpa del sistema , non degli indigeni o degli allogeni.
    A mio parere, è in questo senso che il sistema si mette di traverso, ed è a scala mondiale che non consente una composizione dei problemi, purtroppo ciò tendenzialmente innesca distruttive guerre tra poveri

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  6. Scrivo questo ulteriore commento non affinchè venga pubblicato, ma in riferimento ad una estenuante discussione cui ho partecipato nei commenti al blog il simplicissimus, dal quale ho potuto accedere al tuo interessante blog
    Scaricare i danni o i problemi che il sistema ci pone su gli stranieri è quanto di più odioso perchè ci rende complici di un sistema ingiusto. Si e trattato di una discussione istruttiva, perchè è venuta fuori tutta la gamma delle paure possibili, su cui il potere gioca per innescare guerre tra poveri che lo preservino. Solo perche puo essere cosa interessante, rispetto anche a quanto scrivi, allego il link dei suddetti commenti
    https://ilsimplicissimus2.com/2017/03/31/coscienze-sporche-per-fortuna-che-ce-trump/
    https://ilsimplicissimus2.com/2017/04/02/salento-costretto-a-ballare-il-tip-tap-anti-russo/

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  7. Sarebbe stato bello approfondire l’argomento dumping. Ma fa niente, lo prendo come un assenso alle mie considerazioni

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