Sulle presidenziali francesi 2017

Risultati presidenziali francesi 2017

Al primo turno delle presidenziali francesi avrei votato per Hamon (socialista), o per Melenchon, (sinistra radicale), perché io sono di sinistra ed è nella logica del doppio turno, che al primo si voti il candidato più vicino e al secondo, eventualmente, il candidato meno lontano. Così al secondo turno voterei Macron, perché il liberalismo mi è sempre meno lontano del fascismo. Tuttavia, il liberalismo non garantisce uno sviluppo indefinito, uno sviluppo per tutti e, nelle fasi di crisi, non sa proteggere il ceto medio e i ceti più poveri. Di conseguenza questi ceti cercano riparo presso forze non tradizionali ed anche illiberali. Marine Le Pen non ha primeggiato e rimarrà isolata. Dunque, probabilmente perderà, ma la sua pronosticata sconfitta avverrà comunque in una traiettoria ascendente. Nel 2002, l’accesso al ballottaggio del Front National fu una sorpresa, nel 2017 è un dato previsto, che può stabilizzarsi nel quadro politico francese.

Macron, oggi pare un argine e una possibile alternativa: giovane, non compromesso con i governi precedenti ed i partiti tradizionali, anche se è stato iscritto al PS e per breve tempo ministro sotto Hollande. Il suo programma, tuttavia, rimane nel solco della tradizione neoliberale: vuole tagliare la spesa pubblica, abbassare le tasse, ridurre il pubblico impiego, approvare gli accordi commerciali internazionali, liberalizzare il mercato del lavoro, attenuare la legge sulle 35 ore di lavoro settimanali. Su alcuni punti del programma sociale, il Front National, lo scavalca paradossalmente a sinistra. Marine Le Pen vuole mantenere le 35 ore, abbassare l’età pensionabile a 60 anni, aumentare le tutele per i lavoratori francesi. Macron propone di accelerare l’integrazione europea ed è più aperto nell’accoglienza ai migranti: è favorevole allo ius soli, ma concede alla sua avversaria di voler rafforzare i controlli alle frontiere e accorciare i tempi degli esami per le richieste di asilo. Insomma, un confronto tra un europeismo neoliberale e un protezionismo nazionalista, con il primo che, dalla posizione di un governo minoritario nel paese, alimenta il secondo.

Dato il suo essere vincente, Macron suggestiona buona parte dei democratici italiani. Matteo Renzi, ne ha già imitato il motto En marché (In cammino). Renzi, in effetti, è giovane, ma ormai usurato come leader del PD e presidente del consiglio, per giunta sconfitto nel referendum costituzionale. Macron è un consigliere economico competente svincolato dalle appartenenze, una novità in Francia. In Italia, tecnici indipendenti legati al mondo della finanza, ne abbiamo già avuti, fin dal 1993. Così, un Macron ex novo, non ce l’abbiamo. Anche se lo avessimo, il suo risultato francese sarebbe insufficiente in Italia. Qui, con otto milioni e mezzo di voti e il 24%, non si arriva primi e se ci si arriva bisogna comunque allearsi con altri; una possibilità disponibile anche per gli avversari. In Italia, non c’è un pericolo isolato all’estrema destra, espressione della provincia rurale, c’è il M5S, un movimento ibrido tra Le Pen e Melenchon, capace di vincere in grandi città come Roma e Torino, proprio con un sistema a doppio turno.

Se ai nostri liberali manca un Macron, a sinistra non abbiamo un Melenchon. O un Iglesias, uno Tsipras, un Sanders, un Courbyn, una personalità in grado di superare la frammentazione patologica di tutto quel che esiste alla sinistra del PD. Melenchon ha ottenuto un ottimo risultato, ridimensionato solo dal fatto di essere stato preceduto da pronostici troppo favorevoli fino ad essere dato come possibile candidato al ballottaggio: non aver raggiunto quell’obiettivo adesso sembra una sconfitta. Ma, se Le Pen ha mancato il primato è anche merito suo e solo poco tempo fa, una sinistra radicale prossima al 20% in Francia era inimmaginabile. Oggi con Hamon, candidato di sinistra del PS, farebbe il 26%. Questo può essere se non il modello, la speranza: riuscire a realizzare tra breve, quel che adesso sembra impossibile.

Riferimenti:
[>] Elezioni presidenziali in Francia del 2017 (Wikipedia)
[>] Due idee diverse di Francia (Il Post, 24.04.2018)
[>] Macron e Le Pen andranno al ballottaggio (Il Post, 24.04.2018)

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